Geometria, eleganza e sobrietà: sono i principi dell’Art Déco che Arnaldo Saggese, dell’azienda Saggese Carmine, ha scelto di interpretare attraverso una spilla presentata nella mostra “Il tempo dell’oro” ad Open il Tarì. Un gioiello che richiama gli anni Venti e Trenta e valorizza il lavoro di taglio delle pietre preziose, mettendo in dialogo la memoria storica con una sensibilità contemporanea. Perché il gioiello è espressione di una tradizione che attraversa le epoche, senza smettere di rinnovarsi.
La mostra Il tempo dell’oro racconta il legame tra storia e tradizione. Quale periodo avete scelto di rappresentare con il vostro gioiello?
Con la nostra spilla abbiamo voluto rappresentare l’Art Déco, un periodo che va dal 1920 al 1930. Il gioiello richiama i principi distintivi di questa corrente: geometria, eleganza e sobrietà. Sono valori attraverso i quali cerchiamo di esprimere al meglio anche la nostra identità di tagliatori di pietre preziose.
Il gioiello è un oggetto che porta con sé una storia, ma che continua anche a evolversi. Come si può mantenere vivo questo legame tra passato e futuro?
Cerchiamo di valorizzare la storia del gioiello, che è arrivata fino ai giorni nostri, aggiungendo elementi di modernità senza dimenticare le tradizioni che l’hanno definita. Crediamo che sia proprio questo equilibrio a permettere al gioiello di conservare la propria identità e, allo stesso tempo, di continuare a parlare anche al presente e al futuro.








