Il settore orafo si trova davanti a una trasformazione profonda, in un contesto sociale segnato dall’incertezza e dall’avanzata dell’intelligenza artificiale. Per Francesco Morace, sociologo e trend watcher, il gioiello può svolgere un ruolo importante proprio perché custodisce una dimensione emotiva e relazionale. In occasione dei trent’anni del Tarì, la sua riflessione invita a guardare al futuro senza perdere di vista il valore dell’incontro, del dono e dei legami personali.
Open il Tarì guardano al futuro in occasione di un anniversario importante. Quali saranno, secondo lei, i principali cambiamenti che il settore dell’oreficeria e della gioielleria dovrà affrontare nei prossimi anni?
Il comparto dovrà affrontare una trasformazione radicale. Sappiamo quanto le società siano oggi in difficoltà e quanto il futuro sia incerto: per questo occorrono punti di riferimento solidi e profondi. Il settore orafo può contribuire a questa fase riportando al centro le relazioni personali, il valore autentico dello stare insieme e dello scambiarsi doni come espressione di affetto. Credo che il gioiello abbia quindi un’importante dimensione emotiva e umana, soprattutto considerando l’avanzata dell’intelligenza artificiale.








