Un viaggio senza coordinate precise, tra paesaggi remoti, superfici scolpite e suggestioni selvagge. È questo l’universo di Nomad, la collezione con cui Giovanni Raspini esplora una nuova dimensione creativa, affidando al bronzo dorato il ruolo di protagonista.
La nuova proposta nasce dalla volontà di sperimentare una materia diversa da quella che ha tradizionalmente identificato il brand. Il bronzo, sottoposto a bagno d’oro, porta nei gioielli una luce calda e intensa e diventa il punto di partenza per una collezione costruita intorno alla forza della materia e alla sua lavorazione artigianale.
Il risultato è un universo di forme importanti, superfici battute e texture irregolari, nelle quali la lavorazione manuale diventa parte integrante dell’estetica. Collane e bracciali giocano con volumi oversize, strutture rigide o catene, mentre pendenti e ciondoli introducono ulteriori elementi decorativi. Gli orecchini seguono la stessa ricerca, valorizzando superfici non regolari e riflessi sempre differenti.



La materia come racconto
In Nomad la superficie non è un semplice dettaglio, ma diventa il linguaggio attraverso cui raccontare la collezione. Le texture battute e scolpite a mano trasformano ogni gioiello in una presenza materica, capace di catturare la luce in modo diverso a seconda del movimento.
A questa ricerca si aggiunge l’incontro con alcune pietre naturali, tra cui cristallo di rocca, quarzo rosa, lapislazzuli e grandi perle scaramazze di acqua dolce. Materiali e colori introducono nuove possibilità espressive, creando un contrasto tra il calore del bronzo dorato e le tonalità naturali delle gemme.
Il tema del viaggio ritorna anche nelle forme della collezione, dove medaglie e pendenti richiamano l’immaginario delle monete antiche e di civiltà lontane. Le leggere variazioni delle superfici contribuiscono a sottolineare la componente artigianale di ogni creazione.
Nomad rappresenta così un nuovo capitolo nella ricerca di Giovanni Raspini: una collezione nella quale il gioiello non punta soltanto sulla preziosità del materiale, ma sulla sua capacità di trasformarsi, attraverso la lavorazione, in texture, volume e luce.
Un’esplorazione che parte dalla materia per arrivare alla forma. E che trova proprio nell’imperfezione delle superfici, nella forza dei volumi e nell’incontro con le pietre naturali la sua cifra più riconoscibile.









