Diamanti
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Diamanti, a settembre la ripresa dei prezzi parte dalle pietre più piccole

Il mercato dei diamanti naturali continua a mostrare segnali di recupero e, a settembre, sono state soprattutto le pietre di dimensioni più contenute a registrare i maggiori progressi. Secondo il Rapaport Trade Diamond Index (RAPI), i prezzi dei diamanti rotondi di qualità compresa tra D e H e con purezza da IF a VS2 sono cresciuti nuovamente, nonostante settembre sia tradizionalmente un mese di attività più contenuta.

Le pietre da 0,30 carati hanno segnato un incremento del 3,2% nel mese, mentre quelle da 0,50 carati sono salite del 2,5%. I diamanti da 1 carato hanno registrato un aumento più contenuto, pari allo 0,3%, ma per il secondo mese consecutivo. Positiva anche la fascia dei 3 carati, che ha guadagnato l’1,5%.

Guardando ai primi nove mesi del 2026, la crescita è ancora più evidente nelle pietre più piccole: i diamanti da 0,30 carati hanno guadagnato il 15,1%, mentre quelli da 0,50 carati sono saliti del 5,8%. Alla base del recupero ci sarebbe una combinazione di offerta più limitata e domanda in graduale rafforzamento, con un effetto particolarmente visibile sulle categorie caratterizzate da una minore disponibilità.

A beneficiare della dinamica sono soprattutto i diamanti taglio brillante, che stanno mostrando una performance migliore rispetto alle taglie fantasia. Un andamento legato anche alla riduzione della produzione di diamanti rotondi registrata nei mesi precedenti.

Indicazioni in parte contrastanti arrivano invece da Hong Kong, dove la domanda per i diamanti da 2 carati in su si è mantenuta solida, mentre la presenza dei compratori cinesi è risultata più contenuta. Le pietre più piccole e di qualità inferiore hanno incontrato maggiori difficoltà, mentre la gioielleria finita ha mostrato una buona tenuta, confermando un interesse del consumatore più forte per il prodotto trasformato rispetto al mercato della pietra sciolta.

Sul mercato resta inoltre l’incertezza legata al processo di vendita di De Beers, mentre l’industria continua a confrontarsi con produzione, scorte e capacità estrattiva. Anche operazioni societarie come il trasferimento a De Beers della quota del 49% detenuta da Mountain Province nella miniera canadese di Gahcho Kué riflettono questa fase di riassetto.

Dopo anni segnati dalla pressione sui prezzi, dagli elevati livelli di inventario e dalla crescita dei diamanti lab-grown, il mercato sembra quindi entrare in una fase di aggiustamento. Le categorie con un’offerta più limitata stanno recuperando terreno, ma il quadro resta ancora fortemente differenziato tra dimensioni, qualità e canali di vendita.

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