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Jewellery Hub Magazine, una nuova voce per raccontare il gioiello che cambia

Direttrice, come è nato il primo numero di Jewellery Hub Magazine, che è stato presentato a Vicenzaoro?

Il magazine nasce dalla volontà di creare un nuovo spazio editoriale indipendente e aperto al dialogo, capace di dare voce alle tante anime che compongono il mondo della gioielleria. Siamo partiti da una visione precisa: il gioiello non è soltanto un prodotto, ma un sistema che mette insieme imprese, cultura, design, manifattura, tecnologia, mercati e persone.

Per questo il primo numero è stato costruito cercando di tenere insieme storie e punti di vista diversi, senza la pretesa di raccontare tutto, ma con l’ambizione di aprire delle conversazioni e aiutare a comprendere dove stiamo andando. Vogliamo creare connessioni, raccontare le criticità e dare spunti di riflessione, perché le criticità esistono e vanno affrontate, ma esistono anche opportunità straordinarie che meritano di essere raccontate con la stessa attenzione.

Che voce vuole avere questa rivista?

Vorrei che fosse una voce autorevole, ma non una voce che pretende di avere tutte le risposte. Una voce curiosa, capace di ascoltare e di mettere in relazione punti di vista diversi. Credo che oggi il nostro settore abbia bisogno proprio di questo: non necessariamente di una voce in più che dica alle imprese cosa pensare, ma di uno spazio in più in cui poter pensare insieme.

Jewellery Hub Magazine vuole essere una voce contemporanea, attenta all’evoluzione del mercato, ma anche alla cultura e alla storia della gioielleria. Soprattutto, però, vuole essere una voce inclusiva, perché il nostro settore è fatto di grandi aziende, piccole imprese, artigiani, designer, distributori, istituzioni e giovani professionisti. Tutti hanno qualcosa da raccontare e tutti possono contribuire alla sua evoluzione.

Vicenzaoro è una fiera piena di storie. Ha già visto o sentito qualche storia che poi vorrebbe riportare nel prossimo numero?

Assolutamente sì, e credo che sia proprio questo il bello di una fiera come questa: arrivi pensando di cercare delle storie e torni a casa avendone trovate molte di più.

Quello che mi ha colpito ancora una volta è quanto il nostro settore sia in trasformazione. Lo si vede nei prodotti, nei materiali e nelle tecnologie, ma soprattutto nelle persone e nel modo in cui le aziende stanno immaginando il proprio futuro.

Ci sono realtà che stanno investendo molto sull’innovazione e altre che stanno recuperando e reinterpretando la propria tradizione. Altre ancora stanno cercando di parlare a un consumatore completamente nuovo. Perché una fiera non è soltanto ciò che viene esposto: è soprattutto ciò che sta cambiando. E noi vogliamo provare a raccontare proprio quel cambiamento.

L'autore

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