Sicurezza
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Vincenzo Giannotti: «La sicurezza del settore orafo richiede un impegno comune»

Il presidente del Centro Orafo Il Tarì e del D.OR. Campania ribadisce la necessità di rafforzare la collaborazione tra imprese, associazioni di categoria e istituzioni per contrastare i rischi e tutelare l’intero comparto.


La sicurezza torna al centro delle priorità del sistema orafo italiano. Nei giorni scorsi, al Senato della Repubblica, un incontro promosso da Federpreziosi Confcommercio su iniziativa della senatrice Erika Stefani ha riportato l’attenzione su un tema strategico per l’intera filiera. Come sottolineato dalla senatrice, «affidabilità, competenza e sicurezza» sono le parole chiave che esprimono al meglio le priorità del settore.

Il confronto istituzionale ha fatto seguito a quello svoltosi al Centro Orafo Il Tarì, a Marcianise, alla presenza delle principali autorità del territorio, di rappresentanti del mondo imprenditoriale, di numerosi esponenti del dettaglio orafo e di parlamentari e rappresentanti del Governo regionale.

A introdurre le riflessioni dei due incontri sono stati i risultati di una recente indagine promossa da Federpreziosi, che ha evidenziato un’elevata percezione del rischio da parte della maggioranza degli intervistati. Dati che, nell’appuntamento al Tarì, sono stati confermati anche dal vicecomandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Massimo Mennitti.

«Il tema della sicurezza è da oltre trent’anni una priorità per il Tarì», spiega Vincenzo Giannotti, presidente del Centro Orafo Il Tarì e del D.OR. Campania, a margine dei due incontri. «L’esperienza del Centro orafo dimostra quotidianamente quanto un’efficace gestione diretta della sicurezza richieda, da un lato, un forte coordinamento di uomini, mezzi e strutture efficienti e, dall’altro, un collegamento diretto e fiduciario con il Governo e le Forze dell’Ordine».

In questo contesto, secondo Giannotti, il ruolo delle associazioni di categoria è determinante. «A questi livelli di interlocuzione il ruolo del sistema associazionistico è fondamentale. Realtà come Confindustria e Confcommercio sono aperte a un dialogo costante con le istituzioni di riferimento. Ne è prova il protocollo sottoscritto nel 2020 da Confcommercio Federpreziosi con il Ministero dell’Interno, recentemente rinnovato presso il Viminale».

Gli accordi nazionali rappresentano il punto di partenza per iniziative concrete sui territori. È il caso di Caserta, dove la Prefettura, tra le prime in Italia, ha già avviato l’attuazione del protocollo, aprendo un confronto con i referenti locali, a cominciare dalle Forze dell’Ordine. «L’obiettivo è favorire la collaborazione e rafforzare l’interscambio di dati e informazioni necessari per l’analisi dei fenomeni e per l’avvio di azioni concrete a difesa del settore», sottolinea Giannotti.

Il tema comune agli incontri di Marcianise e Roma resta dunque la necessità di un coordinamento efficace tra il mondo imprenditoriale, gli operatori e le Forze dell’Ordine. Un percorso che, secondo il presidente del Tarì, deve accompagnarsi a investimenti tecnologici e a una formazione sempre più specializzata.

«Sono fondamentali gli investimenti in tecnologie avanzate per la realizzazione di sistemi centralizzati di raccolta dati e di controllo del territorio, anche attraverso droni, e la formazione specializzata in tema di prevenzione e gestione del rischio, con il contributo di esperti e il supporto di risorse specializzate delle Forze dell’Ordine», afferma.

La sicurezza, tuttavia, non può essere affrontata attraverso iniziative isolate. La costruzione di una rete stabile di relazioni e fiducia è, per Giannotti, una condizione indispensabile per raggiungere risultati duraturi. «Insieme si può fare molto, a patto che sia sempre chiara l’esigenza, da più parti sottolineata in questi giorni, di costituire una salda rete di collaborazioni e di fiducia a tutti i livelli. Occorre rafforzare il sistema associazionistico esistente e consolidato e mettere le idee e le energie di tutti a servizio della collettività, in modo coordinato e costruttivo».

Il presidente richiama, inoltre, l’importanza di mantenere un approccio condiviso, evitando iniziative individualistiche che rischino di compromettere il dialogo istituzionale. «Occorre evitare fughe in avanti, atteggiamenti aggressivi e individualistici. Il dialogo con le istituzioni, come ho più volte evidenziato in molte occasioni, è fondamentale e segue protocolli ben precisi. La credibilità del settore orafo non può prescindere da questo».

L’esperienza del Tarì e del Distretto orafo campano dimostra, in questa prospettiva, come il lavoro di squadra possa tradursi in un modello operativo a tutela dell’intera filiera produttiva. La sfida è consolidare queste sinergie, trasformando il confronto tra imprese, associazioni e istituzioni in un sistema strutturato di prevenzione e protezione.

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