Inprimopiano
2 min di lettura

Vincenzo Aucella: «L’IGP può diventare uno strumento di internazionalizzazione»

L’incoming Jewels of Campania rappresenta un’occasione per conoscere più da vicino i mercati esteri e comprenderne le dinamiche, anche senza spostarsi dal territorio. A sottolinearlo è Vincenzo Aucella, presidente di Assocoral e del Consorzio Corallo e Cammeo di Torre del Greco, che ringrazia la Regione Campania e Sviluppo Campania per aver finanziato l’iniziativa e il D.OR Campania per aver organizzato la seconda edizione del progetto. Al centro anche il percorso per il riconoscimento dell’Indicazione geografica protetta (IGP) per corallo e cammeo, ora nella fase europea.

«Vogliamo innanzitutto ringraziare la Regione Campania e Sviluppo Campania per aver finanziato l’evento e il D.OR Campania per aver organizzato questa seconda edizione. Iniziative come questa offrono l’opportunità di dialogare con mercati esteri e capire, restando sul nostro territorio, quale sia l’andamento economico e quali dinamiche stiano interessando altri Paesi. Non si tratta soltanto di concludere affari o generare business nell’immediato, ma anche di confrontarsi con realtà diverse e acquisire una maggiore conoscenza dei mercati.

Come Consorzio, seguiamo le attività promosse dal Distretto, dalla partecipazione alle fiere di settore, come Vicenzaoro, alle altre iniziative rivolte alle imprese. Parallelamente, siamo impegnati nel percorso per il riconoscimento IGP del corallo e del cammeo, che è entrato nella fase europea. Ci auguriamo che la decisione possa arrivare entro la fine dell’anno.

Per noi si tratta di uno strumento importante di internazionalizzazione. Prendiamo come esempio gli Stati Uniti, dove questo tipo di riconoscimento è particolarmente apprezzato: l’IGP non è un marchio come tanti, ma una certificazione che si fonda su un sistema europeo di regole e controlli rigorosi.

Il nostro impegno è preparare gli artigiani e le aziende affinché, una volta ottenuto il riconoscimento, sappiano valorizzarlo concretamente. Vogliamo evitare che il bollino resti un semplice simbolo: deve diventare uno strumento da utilizzare nella comunicazione, nelle fiere e nella presentazione delle produzioni, per raccontarne l’autenticità e rappresentare un elemento di innovazione e competitività sui mercati internazionali».

L'autore

Torna in alto