3 min di lettura

Design controcorrente e architettura “floreale”: Sabina Martusciello presenta il suo nuovo libro “72°/ Design versus” a Palazzo Don’Anna

Venerdì 2 ottobre alle ore 17:00, la suggestiva cornice della Fondazione Ezio De Felice, il Palazzo Don’Anna, ospiterà la presentazione del nuovo libro di Sabina Martusciello “72°/ Design versus”, pubblicato da Gangemi Editore.

L’evento, inserito nel palinsesto del format Open House, oltre ad essere un incontro letterario coincide con l’apertura delle visite al pubblico di Mea Domus Mergellina, l’abitazione di inizio ‘900 restaurata dall’autrice che costituisce il cuore pulsante dell’intero volume.

Architetto e docente di Design all’Università degli Studi della Campania “L. Vanvitelli”, Sabina Martusciello inaugura con questo testo il numero 0 di una nuova collana editoriale.

“72°/ Design versus” propone un modus operandi empatico, sperimentale e in continuo divenire, fieramente lontano dalle fredde logiche del marketing. Nel testo, affiancate ai 13+1 ambienti e ai prodotti disegnati dall’autrice, le parole riacquistano il loro etimo antico mettendosi a confronto (versus, appunto) con le loro simili: l’incipit sostituisce il brief, il taccuino prende il posto dello storytelling e si sceglie di co-progettare in tandem prima che in team.

A guidare questa sintassi è il vettore aureo a 72°, un codice genetico invisibile che unifica, amplifica e de-scrive le differenti scale del progetto.

Questa visione teorica prende forma fisica nella dimora Mea Domus Mergellina: situata tra il lungomare e la stazione ferroviaria, la casa in stile Liberty (“floreale”) risalente ai primi del ‘900 è stata oggetto di un minuzioso lavoro in itinere basato su riconoscibilità, reversibilità, compatibilità e minimo intervento.

Più che una semplice visita a un luogo rinnovato, il percorso all’interno della casa (sia fisico che interno al volume) si configura come un continuo processo di scoperta tra componenti materiali e immateriali.

I visitatori e i lettori saranno coinvolti in una narrazione in cui il gusto Liberty dialoga magistralmente con il design contemporaneo: specchiere contrapposte, soffitti con stucchi dorati, sovrapporte con scene bucoliche e portali in Castagno intagliati con centauri ed elementi fitomorfi si fondono con arredi disegnati su misura dall’autrice stessa.

Le travi in ferro, le voltine in mattoni rossi e i muri in tufo giallo svelati fanno invece da contraltare a interventi contemporanei in marmo di Vitulano a macchia aperta, pietra lavica, Lexan trasparente, vetro, cuoio, multistrato di Betulla e giunti lasciati ‘a faccia vista’.

Un percorso che culmina sul Belvedere al quarto livello della dimora, incorniciato da Euphorbie quasi secolari e spalancato sul paesaggio napoletano.

Alla fine del tragitto ci si chiede come, varcando il portone un palazzo, ci si possa ritrovare catapultati in un processo percettivo così complesso e divergente: una continua sorpresa in cui la memoria del luogo si ricongiunge con l’innovazione, invitando il visitatore a quel profondo habitare secum – un abitare intimamente connesso con se stessi – raccontato tra le pagine del libro.

L'autore

Torna in alto