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La Russia introduce nuove regole per i diamanti sintetici: dal 1° settembre saranno vietati i richiami ai diamanti naturali

La Russia compie un nuovo passo nella regolamentazione del mercato dei diamanti sintetici. A partire dal 1° settembre 2026 entreranno infatti in vigore norme che impongono una netta distinzione tra diamanti naturali e gemme coltivate in laboratorio, introducendo alcune delle disposizioni più restrittive adottate finora a livello internazionale.

Le nuove regole prevedono che le pietre prodotte in laboratorio vengano identificate esclusivamente come “sintetiche”, vietando l’utilizzo della parola “diamante” e dei suoi derivati nella denominazione commerciale. Sarà inoltre proibito ricorrere ai tradizionali parametri qualitativi utilizzati per i diamanti naturali – come colore, purezza e altre classificazioni gemmologiche – così come indicare il peso in carati: per i sintetici dovrà essere espresso esclusivamente in grammi.

Il provvedimento, approvato dal Governo russo con la Risoluzione n. 657, modifica le norme che regolano la vendita al dettaglio di metalli preziosi e gemme e punta a rafforzare la tutela dei consumatori, evitando qualsiasi possibile confusione tra pietre naturali e create in laboratorio. Le etichette dovranno riportare in modo esplicito la natura sintetica della gemma, eliminando anche l’impiego di termini che possano richiamare concetti come “naturale”, “autentico” o altre espressioni potenzialmente fuorvianti.

Secondo gli osservatori del settore, la decisione si inserisce nel più ampio dibattito internazionale sulla corretta comunicazione dei lab-grown diamonds. Negli ultimi mesi anche altri Paesi e organizzazioni di settore hanno introdotto o rafforzato linee guida per garantire una distinzione sempre più chiara tra diamanti naturali e sintetici, ma la normativa russa si distingue per l’approccio particolarmente rigoroso.

Per un Paese come la Russia, tra i principali produttori mondiali di diamanti naturali, il nuovo quadro normativo rappresenta anche un segnale a sostegno del valore distintivo delle pietre estratte, in un mercato che vede crescere rapidamente la presenza dei diamanti coltivati in laboratorio e il dibattito sulla trasparenza delle informazioni fornite ai consumatori.

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