La Svizzera conquista nuove opportunità sul mercato cinese grazie all’aggiornamento dell’accordo bilaterale di libero scambio, che prevede l’eliminazione progressiva dei dazi doganali su quasi tutte le esportazioni elvetiche, compresi gli orologi. Il protocollo è stato firmato il 30 ottobre 2026 a Pechino, alla presenza del presidente cinese Xi Jinping e del presidente della Confederazione svizzera Guy Parmelin, e rappresenta un passaggio importante per l’industria orologiera, da tempo alle prese con i costi di accesso al mercato asiatico.
Secondo le stime del Governo svizzero, il nuovo accordo consentirà al 99,8% delle esportazioni elvetiche di entrare in Cina senza dazi nel medio periodo, rispetto a circa la metà che beneficiava finora di questo trattamento. Per il settore orologiero il cambiamento è particolarmente significativo: attualmente soltanto circa l’1% degli orologi svizzeri importati in Cina è esente da tariffe doganali. Secondo i dati riportati da Swissinfo, i dazi rappresentano per le aziende del comparto un costo annuale di circa 100 milioni di franchi svizzeri.
La riduzione delle barriere tariffarie sarà attuata secondo un calendario graduale. Il 77,5% delle esportazioni svizzere potrà beneficiare dell’esenzione già dall’entrata in vigore dell’accordo, mentre per le altre categorie sono previsti periodi transitori compresi tra cinque e dieci anni. Il potenziale risparmio complessivo per le imprese svizzere è stimato in circa 244 milioni di franchi. Resterà invece applicata l’imposta cinese sui consumi dei beni di lusso, che continuerà a interessare gli orologi importati.
L’intesa aggiorna l’accordo originario firmato nel 2013 ed entrato in vigore nel luglio 2014. Le trattative per la revisione erano iniziate nel settembre 2024 e si sono concluse nell’agosto 2026, dopo cinque tornate negoziali. Oltre ai dazi, il nuovo protocollo introduce miglioramenti nelle regole di origine, nella facilitazione degli scambi, nei servizi, negli investimenti e nel commercio digitale. Sono inoltre rafforzati gli impegni relativi alla sostenibilità, alla tutela ambientale e ai diritti dei lavoratori.
Per l’industria orologiera svizzera, la Cina rappresenta uno dei mercati strategici, ma negli ultimi anni la domanda e le condizioni commerciali hanno imposto nuove sfide ai produttori. L’eliminazione dei dazi potrà migliorare la competitività dei marchi elvetici, ridurre il costo finale dei prodotti e creare condizioni più favorevoli per la distribuzione.
La firma del protocollo non comporta tuttavia un’applicazione immediata delle nuove disposizioni. Sarà necessario completare le procedure di approvazione interna in entrambi i Paesi prima dell’entrata in vigore. Per le maison svizzere si apre intanto una prospettiva di maggiore accessibilità a uno dei principali mercati mondiali del lusso, in un momento in cui la diversificazione geografica e il consolidamento della presenza in Asia assumono un’importanza crescente.








