Esiste un evidente vuoto normativo che il settore non può più permettersi di ignorare. Oggi l’unico riferimento tecnico per la nomenclatura e la classificazione dei materiali gemmologici è rappresentato dalle norme UNI. Si tratta di documenti elaborati con rigore scientifico e riconosciuta autorevolezza, ma privi di efficacia cogente. La loro applicazione è rimessa alla libera scelta degli operatori e, proprio per questo, non garantisce quell’uniformità e quella certezza che un mercato moderno dovrebbe assicurare. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Materiali gemmologici identici vengono immessi sul mercato con denominazioni diverse, talvolta fantasiose, altre volte volutamente suggestive, senza che esista un preciso riferimento legislativo in grado di impedirlo. Si genera così un sistema in cui la trasparenza dipende dalla sensibilità del singolo operatore e non da regole condivise, con inevitabili ripercussioni sulla concorrenza, sulla tutela del consumatore e, soprattutto, sulla credibilità dell’intero comparto. Un settore che fonda il proprio valore sulla competenza, sulla precisione scientifica e sulla fiducia non può accettare che l’identità di una gemma venga affidata alle logiche del marketing anziché a criteri oggettivi e universalmente riconosciuti. Una gemma ha una propria natura, una propria origine e una propria storia: comunicarle correttamente non è soltanto un dovere etico, ma il presupposto essenziale per un mercato trasparente, qualificato e competitivo. Per queste ragioni, la definizione di una normativa specifica rappresenta una delle priorità della Commissione Gemmologica di Federpreziosi presieduta dal parmense Davide Bolzoni. L’obiettivo non è introdurre nuovi adempimenti burocratici, ma dotare il settore di un quadro normativo moderno, capace di garantire chiarezza nelle denominazioni, uniformità di comportamento, tutela del consumatore e condizioni di leale concorrenza tra tutti gli operatori. Risale al lontano 2011 il precedente tentativo quando questa trovò l’approvazione della camera ma non trovò sbocco nell’esame da parte dell’altro ramo del Parlamento. Un esercizio di dialogo ben riuscito tra le diverse anime del settore che fini decisamente in maniera alquanto deludente. Questa priorità è strettamente legata a un altro obiettivo che la Commissione considera imprescindibile: la costituzione di un tavolo di lavoro permanente che riunisca l’intera filiera gemmologica. Solo attraverso il confronto tra associazioni di categoria, operatori del commercio, laboratori gemmologici, organismi di normazione, mondo accademico, esperti del settore e istituzioni sarà possibile elaborare una disciplina realmente condivisa, tecnicamente autorevole e concretamente applicabile. Federpreziosi intende farsi promotrice di questo percorso, nella convinzione che una normativa efficace non possa nascere da iniziative isolate, ma debba essere il risultato di un lavoro comune, capace di rappresentare tutte le competenze e tutte le sensibilità del comparto. È questa la strada per rafforzare la credibilità del mercato, valorizzare la professionalità degli operatori e restituire ai consumatori quella fiducia che costituisce il vero patrimonio della gemmologia italiana. Perché la trasparenza non è soltanto un principio da affermare: è un impegno da costruire insieme.








