Interviste
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Mindset AI, il futuro delle aziende orafe

Per il settore orafo, tradizione e innovazione si incontrano oggi su un terreno sempre più strategico: quello dell’intelligenza artificiale. Ma cosa significa davvero integrare l’AI in un’azienda di gioielleria? E da dove si comincia, senza perdersi tra strumenti e promesse? Ne abbiamo parlato con Margherita Ruggiero, che ci ha offerto uno sguardo concreto e operativo su quello che definisce un vero cambio di mentalità.

Cosa significa concretamente per un’azienda orafa adottare la “Mentalità AI”?
“La mentalità AI sarà alla base di tutti gli sviluppi futuri. Il mio invito è quello di non imparare ad usare il singolo strumento, ma iniziare ad adottare l’intelligenza artificiale facendo dei ragionamenti sui flussi di lavoro all’interno dell’attività. In tal modo si potrà decidere in quale momento del flusso fare intervenire l’intelligenza artificiale e in quale, ovviamente, può aver senso utilizzarla.”

Qual è l’errore più comune oggi nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel settore orafo?
“Sicuramente un errore comune è quello di utilizzarla in maniera casuale, senza strutturare e organizzare il processo di utilizzo dell’intelligenza artificiale.”

Da dove partire per integrare l’AI nei processi aziendali?
“Ci sono davvero tante potenzialità e saranno sempre di più, perché finora abbiamo analizzato soprattutto l’intelligenza artificiale all’interno delle chat. Si tratta di strumenti molto utili per il supporto alla vendita, al branding online, ai post sui social. C’è però tutto un lato relativo al ‘retroscena’ organizzativo che può permettere di utilizzare strumenti di IA anche esterni alla chat e che consentono automazioni molto più profonde. In quest’ottica è necessaria maggiore organizzazione e conoscenza tecnica, ma le potenzialità sono molto interessanti.”

Come può l’intelligenza artificiale migliorare il follow-up dopo una fiera?
“Faccio degli esempi: l’intelligenza artificiale può accompagnare le persone durante la fiera, magari semplicemente prendendo appunti vocali tramite ChatGPT. Successivamente, attraverso altre piattaforme su smartphone, si può chiedere la riorganizzazione degli appunti e, da quelli, creare tutti i follow-up, come email. Si può arrivare anche a creare dei file-magazzino sui gioielli visti.”

Quali competenze digitali sono necessarie per iniziare?
“Sicuramente bisogna sperimentare, perché più si interagisce più si comprendono i limiti e anche i rischi. È importante mantenersi aperti alla sperimentazione in modo naturale. L’evoluzione è continua e non è facile per chi non fa questo di lavoro tenersi aggiornato costantemente: per questo può essere utile rivolgersi a chi fa formazione o seguire qualcuno online.”

Come immagina i prossimi anni di sviluppo dell’intelligenza artificiale?
“Sarà molto pervasiva, perché diventerà come internet: non ci accorgeremo nemmeno più di usarla quotidianamente. Già oggi è presente in tantissime app senza che ce ne rendiamo conto e molto presto diventerà sempre più autonoma. C’è chi dice che ognuno di noi avrà un proprio agente di intelligenza artificiale che farà le cose per lui, anche gli acquisti online. Naturalmente c’è anche tutto un tema di regolamentazione e privacy, molto sentito in Europa, quindi alcune innovazioni arriveranno con un leggero ritardo rispetto ad altri Paesi. Ma alla fine credo che la ‘Mentalità AI’ andrà adottata globalmente.”

Tra visione e operatività, il messaggio è chiaro: più che una tecnologia, l’intelligenza artificiale è un approccio. E per il mondo orafo, il momento di iniziare è adesso.

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