Rafforzare i rapporti economici e creare nuove occasioni di collaborazione tra due territori che, pur appartenendo a Paesi diversi, condividono una forte vocazione manifatturiera e una struttura economica fondata soprattutto sulle piccole e medie imprese. È questo il senso dell’incontro che ha portato a Confindustria Caserta una delegazione della regione polacca della Masovia, in un appuntamento dedicato al confronto tra i rispettivi sistemi imprenditoriali e territoriali.
A introdurre l’incontro è stato Vincenzo Giannotti, vicepresidente di Confindustria Caserta e presidente del Centro Orafo Il Tarì, che ha sottolineato innanzitutto la solidità dei rapporti tra Italia e Polonia. Un legame che trova anche un curioso riferimento storico negli stessi inni nazionali dei due Paesi, ma che oggi si traduce soprattutto in relazioni economiche sempre più strutturate: nel 2025 l’interscambio commerciale tra Italia e Polonia ha sfiorato i 37 miliardi di euro, mentre circa 2.700 imprese italiane operano già sul mercato polacco.
Nel suo intervento, Giannotti ha presentato Confindustria come una rete capace di mettere in relazione imprese, istituzioni, scuole e università, trasformando la rappresentanza territoriale in uno strumento concreto per la crescita. Una funzione particolarmente rilevante per le PMI, che attraverso le reti associative possono accedere a competenze, opportunità e interlocuzioni difficilmente raggiungibili individualmente.

È proprio il concetto di filiera uno degli elementi sui quali il vicepresidente ha posto l’accento. In provincia di Caserta convivono infatti comparti differenti ma potenzialmente complementari: dall’aerospazio all’automotive, dall’agroalimentare alla logistica, fino al tessile e al comparto orafo e gioielliero. Una pluralità produttiva che si accompagna a un patrimonio turistico e culturale di primo piano, con la Reggia di Caserta, l’Acquedotto Carolino, San Leucio e Capua.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla formazione e all’internazionalizzazione. Confindustria Caserta collabora con scuole e università per sviluppare competenze utili alle imprese, mentre attraverso missioni, fiere, incoming e incontri bilaterali sostiene l’apertura delle aziende verso i mercati esteri. Un modello nel quale rientra anche l’esperienza del Tarì, indicato da Giannotti come realtà pioniera nella formazione professionale del settore orafo, con competenze portate anche all’interno di grandi aziende e oltre i confini nazionali.
Il confronto con la Masovia nasce dunque da basi considerate particolarmente favorevoli. Giannotti ha descritto la regione polacca come uno dei territori economicamente più dinamici del Paese, caratterizzato dalla presenza di tecnologia avanzata e da un importante comparto agroalimentare. Le analogie con la cosiddetta Terra di Lavoro sono, secondo il vicepresidente, più numerose di quanto possa apparire: entrambe le aree sono caratterizzate da una forte presenza di PMI e dalla convivenza tra agroalimentare, manifattura avanzata e produzioni ad alto contenuto artigianale.
Un parallelismo che riguarda anche il mondo della gioielleria. Se la Campania può contare su un distretto orafo consolidato, la Polonia vanta infatti una lunga tradizione legata all’ambra del Baltico, materia prima protagonista della produzione orafa e commercializzata sui mercati internazionali.
L’incontro di Caserta si inserisce così in una prospettiva più ampia di apertura internazionale del territorio. L’obiettivo indicato da Giannotti è trasformare il primo confronto in una collaborazione stabile tra sistemi imprenditoriali e culturali. «Abbiamo tante cose da insegnarci a vicenda», ha sottolineato, indicando nell’ultimo appuntamento il primo passo di un possibile percorso comune.







