Hublot e Jeff Koons trasformano la collaborazione tra arte contemporanea e orologeria in due nuovi segnatempo, diversi per costruzione e complessità ma accomunati dalla volontà di mettere in discussione le forme tradizionali dell’orologio. L’incontro arriva nel 2026, 46 anni dopo l’avvio dei percorsi di Hublot e Koons, entrambi legati a una ricerca che ha fatto della contaminazione uno dei propri elementi distintivi.
Il primo progetto è il Classic Fusion Balloon Dog, reinterpretazione al polso della celebre scultura di Koons. Il riferimento al palloncino entra nella costruzione dell’orologio attraverso la corona, la componente decorativa posizionata a ore 10:30 e il contrappeso della lancetta dei secondi, che riprende la sagoma del Balloon Dog. Indici e lancette sono rivestiti di Super-LumiNova.
La cassa è proposta in acciaio inossidabile lucidato a specchio oppure in alluminio anodizzato lucido nei colori rosso e blu. Il modello è prodotto in una serie limitata di 200 esemplari, trasformando uno degli elementi più riconoscibili dell’artista in un oggetto da polso nel quale design e funzione convivono.

Ancora più complesso è l’MP-14 Origin by Jeff Koons, che porta il linguaggio della collaborazione verso l’alta orologeria. L’ispirazione è questa volta l’origine dell’universo: anelli concentrici in oro bianco, diamanti baguette e zaffiri blu costruiscono una sorta di sistema orbitale intorno a un tourbillon centrale.
La cassa ottagonale in zaffiro trasparente e titanio misura 44 millimetri e richiede circa 534 ore di lavorazione. Una cupola in zaffiro, dipinta a mano in blu traslucido e ispirata alle Gazing Ball di Koons, sovrasta il tourbillon, creando un effetto di profondità nel quale la meccanica sembra sospesa.
L’MP-14 introduce inoltre il primo tourbillon centrale automatico di Hublot. Il modello sarà realizzato in soli 30 esemplari. Anche il numero 14 assume un significato preciso per l’artista, ricorrendo in diversi momenti della sua storia personale e artistica, a partire dalla prima mostra personale del 1980 al New Museum di New York.
L’operazione sintetizza così due linguaggi che condividono una stessa attitudine: Hublot porta nell’orologeria materiali e costruzioni non convenzionali, mentre Jeff Koons lavora da decenni sulla trasformazione di oggetti familiari in nuove icone. Il risultato sono due orologi nei quali il tempo diventa anche materia, design e cultura contemporanea.










