Federpreziosi
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Assicurare la sicurezza, premiare la prevenzione

Non soltanto il suo costo, ma il meccanismo che determina quel costo e, soprattutto, la capacità del sistema di riconoscere gli investimenti effettuati dall’impresa per ridurre concretamente il rischio.
Partiamo da un dato. Sulle polizze contro incendio e furto grava un’imposizione del 21,25%, alla quale si aggiunge un punto percentuale destinato al Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell’usura: complessivamente il 22,25%.
Premio e relativi oneri fiscali sono ordinariamente deducibili dal reddito d’impresa, ricorrendone i presupposti. Ma la deducibilità non è un’agevolazione: il costo viene comunque sostenuto dall’impresa.
E la questione va oltre la fiscalità. Per un’attività strutturalmente esposta al rischio, come la gioielleria, entrano in gioco premi, franchigie, scoperti, massimali e condizioni contrattuali che possono incidere in maniera significativa sull’effettiva capacità di assicurarsi e sulla reale portata della copertura.
Da qui una domanda che merita di essere posta: quanto pesa, nella valutazione assicurativa del rischio, ciò che l’imprenditore ha concretamente fatto per ridurlo? È questo uno dei punti sui quali Federpreziosi Confcommercio ritiene necessario aprire un confronto.
Non si tratta di chiedere tariffe imposte o automatismi, ma di ragionare su criteri capaci di valorizzare in maniera più evidente e misurabile gli investimenti in prevenzione. Se determinate misure contribuiscono effettivamente a diminuire l’esposizione dell’impresa, è ragionevole chiedersi se e come tale riduzione possa trovare un riscontro nelle condizioni assicurative. C’è poi il ruolo dello Stato. La normale deducibilità del premio non può essere confusa con un incentivo. Per le attività maggiormente esposte alla criminalità si potrebbe invece ragionare su un credito d’imposta per una quota del costo assicurativo, così come su una revisione del carico fiscale che grava sulle relative coperture. La questione, in fondo, è molto concreta: se chiediamo alle imprese di investire sempre di più per proteggersi, dobbiamo creare anche le condizioni perché questo impegno venga riconosciuto.
Il tema sarà portato da Federpreziosi Confcommercio anche in sede istituzionale. Il prossimo 15 ottobre, in occasione dell’incontro “Le gioiellerie italiane: scenari, politiche e prospettive di sviluppo”, in programma presso la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro del Senato della Repubblica – sede utilizzata dal Senato anche per incontri e convegni istituzionali – sarà il presidente di Federpreziosi, Stefano Andreis a richiamare l’attenzione anche su questo punto. L’obiettivo è spostare il confronto dalla constatazione del problema alla ricerca di strumenti concreti: una fiscalità meno penalizzante, incentivi per le imprese maggiormente esposte e un rapporto più diretto tra prevenzione effettivamente realizzata e valutazione assicurativa del rischio.
Perché anche sul terreno delle assicurazioni occorre cominciare a riconoscere un principio: chi investe per ridurre il rischio non può essere trattato come se nulla avesse fatto.

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