Una raccolta costruita in oltre sessant’anni di ricerca entra a far parte del patrimonio del Gemological Institute of America (GIA). Si tratta di una collezione composta da 2.665 gemme, cristalli e minerali, selezionati per le particolari inclusioni presenti al loro interno. A riunirla è stato John Koivula, microscopista analitico del GIA e tra i maggiori esperti internazionali nello studio e nella documentazione delle caratteristiche interne delle pietre preziose.
L’acquisizione rappresenta un’importante risorsa per la ricerca gemmologica, la formazione e l’attività di identificazione delle gemme. Le inclusioni, ovvero le caratteristiche interne di una pietra, possono contenere informazioni preziose sulla sua formazione, sulla composizione e sulle condizioni geologiche in cui si è sviluppata. Il loro studio permette inoltre di approfondire i criteri scientifici utilizzati per distinguere e identificare i diversi materiali gemmologici.
La raccolta comprende esemplari caratterizzati da inclusioni minerali complesse, fluidi intrappolati e strutture interne poco comuni. Tra i pezzi più singolari figurano una formazione di mica disposta a ventaglio all’interno di una tormalina e un’inclusione di fluido petrolifero fluorescente in un cristallo di quarzo. Sono fenomeni che trasformano le pietre in vere e proprie testimonianze dei processi naturali che hanno accompagnato la loro formazione.
John Koivula lavora al GIA dal 1976 e ha contribuito in modo significativo allo sviluppo della moderna gemmologia attraverso le sue ricerche sulla fotomicrografia. Nel corso della carriera ha introdotto tecniche avanzate di osservazione e documentazione, tra cui l’illuminazione a fibra ottica, oggi ampiamente utilizzata nei laboratori gemmologici di tutto il mondo. Il suo metodo di lavoro si distingue per la capacità di individuare caratteristiche eccezionali anche attraverso l’esame di centinaia di campioni prima di selezionare un singolo esemplare.

La conservazione della collezione presso il GIA consentirà di trasferire questo patrimonio di conoscenze alle future generazioni di gemmologi, ricercatori e studenti. Tutti i campioni sono stati catalogati in un database dedicato, che ne faciliterà la consultazione e l’impiego nei programmi didattici, nelle attività scientifiche e nei servizi di identificazione e determinazione dell’origine delle gemme.
Secondo Terri Ottaway, curatrice del Museo GIA di Carlsbad, la raccolta possiede caratteristiche difficilmente replicabili, sia per l’unicità di numerosi esemplari sia per la crescente difficoltà di reperire campioni di qualità comparabile. Anche Cathryn Ramirez, vicepresidente senior e responsabile della formazione dell’istituto, ha sottolineato il valore dell’acquisizione per la trasmissione delle competenze e dell’esperienza di Koivula.
Una selezione degli esemplari sarà presentata al pubblico durante due importanti appuntamenti internazionali dedicati alle gemme: AGTA Tucson GemFair e Tucson Gem and Mineral Show, in programma nel febbraio 2027. Il GIA e Koivula stanno inoltre lavorando alla realizzazione di un volume illustrato di grande formato, dedicato alle più significative fotomicrografie della raccolta.
Con questa acquisizione, il GIA rafforza i propri archivi scientifici e didattici, preservando un patrimonio che racconta il mondo delle gemme da una prospettiva meno visibile, ma fondamentale per comprenderne natura, origine e caratteristiche.








