La Campania è stata presente a Vicenzaoro con una rappresentanza significativa delle proprie imprese, forte di un percorso di aggregazione che ha portato negli anni passati alla nascita del Distretto Orafo Campano. Un modello che riunisce realtà diverse per storia, specializzazione e territorio e che punta ora a rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali, investendo in formazione, innovazione e nuove tecnologie. Ne abbiamo parlato con Fulvio Bonavitacola, Assessore alle Attività Produttive e allo Sviluppo Economico della Regione Campania, che ci ha illustrato anche le richieste avanzate al Governo e le prossime sfide per il comparto.
La Regione Campania è presente quest’anno a Vicenzaoro con una rappresentanza importante. Cosa si aspetta di portare a casa da questa partecipazione?
Mi auguro innanzitutto che siano le aziende a portare a casa dei risultati. Noi siamo qui perché la Campania ha dato vita a un’esperienza che non definiamo un modello soltanto perché ce lo raccontiamo e ce lo cantiamo da soli: in generale, dagli altri operatori del settore, il Distretto Orafo Campano è visto come un modello.
Più aziende hanno deciso di mettersi insieme e questa presenza così nutrita a Vicenzaoro è anche il frutto di questo lavoro di squadra. Siamo quindi contenti che questo modello stia funzionando.
Al Ministero è aperto un tavolo tecnico sull’oreficeria. Cosa ha portato la Campania a questo tavolo e cosa chiede al Governo?
Parliamo di un settore che ha alle spalle un grande passato e grandi tradizioni, ma nel quale tecnologia e innovazione sono oggi altrettanto importanti.
Dobbiamo interrompere quella che è una criticità legata al passaggio generazionale. Sono aziende che vivono molto di una forte impronta personale e individuale dei titolari e, a volte, questo non è facile da trasferire in una prospettiva di ricambio.
Dobbiamo quindi rafforzare e sostenere la formazione e, in qualche modo, incentivare il subentro delle nuove generazioni nella titolarità delle aziende dei genitori.
Credo che questo debba essere uno degli impegni importanti, che deve vedere da un lato il Governo nazionale, attraverso norme di semplificazione, e dall’altro le Regioni.
Il Veneto, a questo proposito, ha aperto dei tavoli regionali con le imprese orafe. La Campania farà lo stesso o seguirà una strategia differente?
Noi stiamo già ragionando molto su questi temi. Avere un Distretto Orafo per noi rappresenta una grande semplificazione.
D’altronde, il Distretto Orafo Campano è nato proprio da un’iniziativa regionale: una legge regionale di qualche anno fa stanziò un piccolo fondo che, però, è stato utile per favorire questa esperienza.
Lavoreremo con il Distretto per affrontare i temi che dicevo prima, ma anche per migliorare la capacità di penetrazione nei mercati internazionali. Le nostre aziende hanno bisogno di essere conosciute, valorizzate e proiettate in uno scenario più ampio.
Stiamo ragionando anche su iniziative di carattere fieristico e convegnistico importanti e prestigiose. Nei prossimi mesi daremo vita ad alcuni eventi che riteniamo possano essere molto interessanti.
Il Centro Orafo, Il Tarì, Oromare, Borgorefici e Torre del Greco rappresentano realtà con storie importanti e molto differenti tra loro. In che modo il Distretto Orafo Campano è riuscito a tenerle insieme e qual è il ruolo della Regione nel continuare a farlo?
Il Distretto è stato bravo a dare vita a questa forma di rete. Adesso dobbiamo andare avanti: la rete deve essere capace di farsi conoscere meglio.
Penso, per esempio, a un sistema di comunicazione attraverso un portale della rete e, in prospettiva, anche a un’applicazione che possa semplificare gli acquisti attraverso le nuove forme del commercio digitale.
Dobbiamo soprattutto lavorare nella direzione dell’innovazione e dell’ingresso delle nuove tecnologie. Può sembrare un settore poco permeabile all’innovazione, ma in realtà non è così.
Un’altra sfida importante sarà quella degli approvvigionamenti. Riusciremo domani a fare della rete una piattaforma per l’approvvigionamento di materie prime o per il recupero e la valorizzazione di prodotti che vengono conferiti?
Questa è una bella sfida sulla quale vogliamo impegnarci.







