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Motswedi, il diamante da 2.488 carati ha un nuovo proprietario

Il secondo diamante più grande mai rinvenuto di qualità gemma cambia proprietario, ma la sua storia non si ferma alla vendita. Il Motswedi, il grezzo da 2.488 carati recuperato dalla miniera di Karowe, in Botswana, è stato ceduto da Lucara Diamond Corp. nel secondo trimestre del 2026. Il nome dell’acquirente e il valore dell’operazione non sono stati resi pubblici.

La pietra era stata scoperta nell’agosto 2024 e inizialmente era stata annunciata con un peso di 2.492 carati. La successiva pulizia ha comportato una lieve perdita di peso, portandola ai 2.488 carati attuali, un fenomeno non insolito per diamanti grezzi di queste dimensioni. Il Motswedi è considerato il più grande diamante mai trovato in Botswana e il secondo più grande diamante grezzo di qualità gemma mai registrato. Davanti a lui resta soltanto il Cullinan, il diamante da 3.106 carati scoperto in Sudafrica nel 1905.

Il nome Motswedi è stato scelto attraverso un concorso organizzato da Lucara nel 2024 e deriva dal Setswana, dove indica una corrente d’acqua sotterranea che raggiunge la superficie. Una definizione che richiama il rapporto tra la pietra e il territorio nel quale è stata scoperta.

La vendita arriva in una fase particolare per il mercato dei diamanti naturali. Proprio Lucara, presentando i risultati del secondo trimestre, ha evidenziato una situazione a due velocità: la domanda e i prezzi dei diamanti grezzi più grandi e di maggiore qualità mostrano una maggiore tenuta, mentre le categorie più piccole e meno qualitative continuano a incontrare difficoltà. La società parla di una possibile “K-shaped recovery”, con una parte del mercato già orientata verso la stabilizzazione e un’altra ancora sotto pressione.

Secondo Lucara, i primi segnali positivi arrivano sia dal grezzo sia dal lucidato, mentre la contrazione dell’offerta di diamanti naturali e un miglioramento del sentiment potrebbero sostenere il mercato nella seconda parte del 2026. Restano però due ostacoli rilevanti: l’incertezza macroeconomica e la concorrenza dei diamanti coltivati in laboratorio, soprattutto nelle fasce più sensibili al prezzo.

La cessione del Motswedi si inserisce inoltre nella strategia di lungo periodo di Lucara per Karowe, la miniera dalla quale provengono alcune delle più importanti pietre eccezionali degli ultimi anni. L’attività a cielo aperto dovrebbe esaurirsi entro la fine del 2026, mentre il progetto di espansione sotterranea punta a portare la miniera fino al 2038. L’avvio della produzione sotterranea su larga scala è previsto nella prima metà del 2028, con un investimento complessivo stimato in 779,2 milioni di dollari.

Anche il risultato economico del trimestre racconta però le difficoltà del mercato. Nel secondo trimestre Lucara ha registrato ricavi per 41 milioni di dollari, in calo del 6% rispetto ai 43,7 milioni dello stesso periodo del 2025. Sul dato ha pesato, tra l’altro, la vendita di un numero inferiore di carati attraverso le aste e la debolezza dei prezzi dei diamanti grezzi inferiori a 10,8 carati. Il confronto con il 2025 è inoltre condizionato dalla precedente vendita del diamante Seriti, da 1.094 carati.

Il Motswedi entra così in una nuova fase della propria storia, passando dalla miniera di Karowe a un proprietario ancora sconosciuto. Il fatto che la vendita sia avvenuta senza rendere pubblici né il prezzo né l’identità dell’acquirente lascia aperta la parte più affascinante della vicenda: quale sarà il futuro di una pietra destinata, per dimensioni e rarità, a rimanere tra i diamanti più importanti mai recuperati.

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