L’export di orologi svizzeri prosegue la ripresa e registra a settembre il quarto incremento mensile consecutivo. Secondo i dati della Fédération de l’industrie horlogère suisse (FH), le esportazioni hanno raggiunto 2,23 miliardi di franchi svizzeri, in aumento dell’11,7% rispetto allo stesso mese del 2025. Nei primi nove mesi del 2026, il valore cumulato sale a 19,5 miliardi di franchi, con una crescita del 2,7% su base annua.
A sostenere il risultato sono soprattutto gli orologi in acciaio e i modelli bimetallici. Le esportazioni di orologi da polso hanno raggiunto 2,13 miliardi di franchi, in crescita dell’11,6%, mentre i volumi sono aumentati del 19,9%, arrivando a 1,4 milioni di pezzi. Particolarmente dinamiche le casse bimetalliche, in aumento del 29,3% in valore, e quelle in acciaio, cresciute del 13%. I metalli preziosi mostrano invece una performance più contenuta: i volumi sono diminuiti dell’1%, mentre il valore è salito dell’1,3%, a 780,1 milioni di franchi.
La crescita interessa diverse fasce di prezzo, con risultati più marcati nei segmenti accessibili. Gli orologi con un prezzo all’esportazione inferiore a 200 franchi hanno registrato un incremento del 30,2%, mentre quelli compresi tra 200 e 500 franchi sono cresciuti del 52,1%. La fascia tra 500 e 3.000 franchi ha segnato un +11,8%, mentre i modelli oltre i 3.000 franchi hanno registrato un aumento del 9,9%. Quest’ultima categoria continua a contribuire in misura significativa al valore complessivo, pur crescendo meno della media.
Sul fronte geografico, gli Stati Uniti si confermano il primo mercato di destinazione, con esportazioni per 292,9 milioni di franchi, in aumento dell’85,7% rispetto a settembre 2025. Il dato risente tuttavia del confronto con un mese particolarmente debole, segnato dalle tensioni legate ai dazi: nei primi nove mesi dell’anno, le esportazioni verso il mercato statunitense restano infatti in calo del 4,1%. Forte crescita anche per la Francia, che segna un +128,2% a 246,5 milioni di franchi, un risultato sul quale gli analisti invitano però alla cautela, ipotizzando possibili spostamenti dei flussi commerciali tra Paesi europei.
Tra gli altri mercati, il Giappone cresce del 12,3%, raggiungendo 177,3 milioni di franchi, mentre Hong Kong registra un incremento del 3%. In controtendenza il Regno Unito (-5,2%), la Cina (-14,2%), Singapore (-8,3%) e gli Emirati Arabi Uniti (-9%). Nel complesso, l’Unione europea segna una crescita del 15,5% e il Medio Oriente del 10,8%, sostenuto anche dall’Arabia Saudita, in aumento del 14,9%.
I dati di settembre confermano quindi un miglioramento delle esportazioni dell’orologeria svizzera, ma il quadro resta disomogeneo tra fasce di prezzo e mercati. La crescita dei volumi e la buona tenuta delle categorie in acciaio e bimetallo si accompagnano infatti a persistenti difficoltà in alcuni mercati asiatici e a un recupero statunitense che deve ancora compensare le perdite accumulate dall’inizio dell’anno.








