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Vacheron Constantin e The Met, l’artigianato guarda al futuro

Dal 2023, Vacheron Constantin e il Metropolitan Museum of Art di New York hanno trasformato un accordo di mecenatismo in un vero laboratorio di ricerca sui mestieri d’arte. Il progetto, nato con l’obiettivo di preservare il patrimonio culturale e favorire al tempo stesso l’evoluzione dell’alto artigianato, ha dato vita all’Artisan Residency Program, percorso dedicato alla sperimentazione e alla trasmissione delle competenze.

Dopo diciotto mesi di lavoro tra le collezioni del museo newyorkese e i laboratori della manifattura di Ginevra, il programma porta a ottobre nelle gallerie del Met tre opere uniche. Tre artisti hanno intrecciato le proprie radici culturali con tecniche artigianali secolari, confrontandosi anche con il patrimonio e i codici di Vacheron Constantin.

La designer Aspen Golann ha realizzato Vessel, una scultura in legno alta oltre un metro e mezzo, lavorata a bassorilievo. L’opera mette in relazione la precisione geometrica della tradizione incisoria svizzera con le forme organiche dell’arredo coloniale americano del Seicento.

Il ceramista Ibrahim Said ha invece sviluppato Vertical Three-Layer Structure, una costruzione in argilla realizzata al tornio e articolata su tre livelli. Trafori, arabeschi e richiami alla tradizione egizia definiscono una struttura nella quale compare anche un riferimento alla Croce di Malta, storico emblema di Vacheron Constantin.

La terza opera è Bronze Diadem, realizzata dall’artista anglo-italiana Joy Harvey. Una struttura in bronzo e oro è stata incisa attraverso tradizionali tecniche di guillochage e successivamente deformata e perforata a martellate. Il risultato diventa una riflessione sulla trasformazione della materia e sul rapporto tra tempo, usura e rigenerazione.

Il progetto si inserisce in una storia che parte dal 1755, anno del primo contratto di apprendistato firmato da Jean-Marc Vacheron. È da quella tradizione che la manifattura continua a sviluppare il proprio rapporto con i mestieri d’arte, utilizzando la collaborazione con il Met non come semplice celebrazione del passato, ma come strumento per sperimentare nuovi linguaggi.

Con l’Artisan Residency Program, Vacheron Constantin porta così l’artigianato fuori dai confini dell’orologeria e lo mette in dialogo con arte, design e culture differenti. Il risultato è un progetto nel quale la conservazione del savoir-faire coincide con la sua continua trasformazione.

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