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Vacheron Constantin, sei animali per raccontare i mestieri d’arte

Vacheron Constantin porta la sperimentazione nel mondo dei Métiers d’Art con “Homage to the Animal Kingdom”, una serie di sei concept watch unici che trasformano altrettante tecniche artigianali in opere in miniatura. Il progetto fa parte del programma “One of Not Many Crafts” e sarà presentato nell’ambito di Homo Faber 2026 a Venezia.

Piume, vetro, carta, fili d’oro e legno diventano così materiali per costruire sei quadranti tridimensionali, realizzati da artigiani specializzati in feather art, scultura in vetro, micro-origami, ricamo in oro, paper art e intarsio del legno. Tecniche normalmente applicate a opere di dimensioni molto maggiori sono state ripensate per adattarsi allo spazio di un orologio.

Le sei creazioni condividono una cassa da 42 mm di diametro e 12,9 mm di spessore. Lo spazio tra quadrante e vetro zaffiro è di appena quattro millimetri, un limite che ha richiesto nuove soluzioni tecniche per proteggere le lavorazioni tridimensionali dalle vibrazioni.

Tra i soggetti scelti c’è Feathersnake, un serpente realizzato con oltre 200 elementi ricavati da sette rare piume di pavone; Glassoctopus, un polpo scolpito in sottilissime bacchette di vetro; e Oraygami, con sei mante piegate a mano utilizzando carta giapponese.

Completano il progetto Tigerbroidery, un ricamo di tigre realizzato direttamente sul quadrante con fili d’oro e seta; Papercroc, un coccodrillo costruito attraverso diversi strati di carta di cotone; e Woodenwings, un falco realizzato con dodici differenti tipi di legno attraverso tecniche di intarsio.

A unire le sei creazioni è il calibro automatico 2460 G4, caratterizzato da un’indicazione priva di lancette: ore, minuti, giorno e data sono visualizzati attraverso quattro finestre disposte lungo il bordo del quadrante. Il movimento conta 237 componenti, opera a 4 Hz e offre una riserva di carica di 40 ore.

Più che una nuova collezione destinata alla produzione seriale, il progetto rappresenta per Vacheron Constantin un laboratorio di ricerca sulle possibilità dell’artigianato applicato all’orologeria. Sei pezzi unici nei quali la sfida non è soltanto riprodurre in scala una tecnica, ma preservarne materia, tridimensionalità ed espressività all’interno di pochi millimetri.

I sei orologi saranno esposti a Venezia nell’ambito di Homo Faber 2026, dal 1° al 30 settembre.

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