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Vicenzaoro September 2026, il mercato cambia e la filiera risponde

Si è chiusa l’edizione 2026 di Vicenzaoro September, una delle più internazionali degli ultimi anni e anche una delle più significative per comprendere le trasformazioni in atto nel sistema orafo-gioielliero. La manifestazione di Italian Exhibition Group ha riunito 1.300 brand provenienti da 40 Paesi, con una presenza estera pari al 45%, e 910 buyer da 73 nazioni, in crescita del 33% rispetto a settembre 2025.

Ma oltre ai numeri, Vicenzaoro ha restituito una fotografia di un mercato che sta cambiando rapidamente. Nei padiglioni si sono incontrati produzione, tecnologia, design e distribuzione, mentre report e incontri hanno messo al centro alcune delle questioni decisive per il futuro della gioielleria: nuovi comportamenti di acquisto, internazionalizzazione, intelligenza artificiale, autenticità e capacità del Made in Italy di mantenere il proprio valore sui mercati globali.

Uno dei dati più interessanti riguarda il rapporto tra gioielleria e turismo. Secondo la ricerca Federpreziosi Confcommercio–Format Research, nel 2025 i turisti stranieri hanno speso circa 910 milioni di euro nelle gioiellerie italiane, pari al 13% del fatturato complessivo dei negozi del comparto. Il 75% delle gioiellerie dichiara di avere clienti internazionali e quasi il 48% dei turisti aveva già programmato l’acquisto di un gioiello prima di partire per l’Italia. Ancora più significativo il dato sulla fidelizzazione: l’84,8% degli acquirenti stranieri afferma che tornerebbe ad acquistare gioielli Made in Italy.

E proprio lo storytelling sta entrando in una nuova fase. Durante il seminario di Confindustria Federorafi dedicato al rapporto tra gioielleria, algoritmi e persone, un caso di studio ha evidenziato il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nel percorso d’acquisto. Il traffico generato da ChatGPT verso un sito di gioielleria ha registrato, nel campione analizzato, un tasso di conversione del 15,9%, contro l’1,76% del traffico proveniente dalle ricerche organiche su Google. Un dato che non può essere generalizzato all’intero mercato, ma che segnala con chiarezza la nascita di un nuovo intermediario tra consumatore e brand.

La tecnologia, però, non cancella il fattore umano. Al contrario, la stessa analisi mostra una crescente domanda di autenticità: volti reali, artigianalità, rapporto diretto con il negozio e contenuti credibili acquistano peso proprio mentre gli strumenti digitali diventano sempre più sofisticati. La sfida per le aziende sarà quindi riuscire a essere visibili agli algoritmi senza perdere il contatto con le persone.

Evento centrale della kermesse è stato il Centenary Congress di CIBJO, che ha portato a Vicenza circa 500 delegati internazionali nel centenario della Confederazione. Sostenibilità, approvvigionamento responsabile, tracciabilità, intelligenza artificiale e fiducia del consumatore hanno riportato la discussione su una questione centrale: la crescita futura del settore passerà non soltanto dalla capacità di produrre e vendere, ma dalla qualità delle relazioni che la filiera saprà costruire con il mercato.

Tra i materiali protagonisti dell’edizione ci sono state anche le perle Akoya. La Japan Pearl Exporters’ Association ha scelto Vicenzaoro per rilanciare la narrazione di questa varietà nei mercati europeo e statunitense, soprattutto presso le generazioni più giovani. Una strategia che punta sull’incontro tra cultura giapponese, design italiano e nuove modalità di comunicazione.

Il tema è particolarmente attuale anche sul fronte della sostenibilità. L’aumento delle temperature marine sta mettendo sotto pressione gli allevamenti e riducendo la disponibilità di perle Akoya, già inferiore rispetto a vent’anni fa. La riduzione dell’offerta, insieme alla domanda cinese e al crescente interesse dei brand europei, sta contribuendo a rafforzarne il posizionamento nelle fasce alta e luxury.

Anche il vintage continua a guadagnare spazio. VO Vintage, aperto al pubblico, ha confermato l’interesse di collezionisti e appassionati per l’orologeria e la gioielleria d’epoca, mentre il premio Watch of the Year ha portato sotto i riflettori alcuni dei modelli più interessanti del momento. Tra i vincitori figurano il Vacheron Constantin Overseas Ultra-Thin Automatic, l’Omega Speedmaster Moonwatch “Reverse Panda” e, nella categoria Revelation, il Tiffany Timer.

Sul piano industriale, il nuovo Padiglione 2 ha dato forma fisica a questa evoluzione. Con 23.000 metri quadrati distribuiti su due livelli, il nuovo spazio collega i padiglioni 1, 3, 4 e 6 e riunisce manifattura italiana e internazionale, packaging e arredamento. Per la prima volta, inoltre, T.Gold è entrato nel perimetro principale della manifestazione, portando macchinari e tecnologie sotto lo stesso tetto della gioielleria. Il padiglione dispone anche di un impianto fotovoltaico da 2 MW.

Vicenzaoro September 2026 chiude quindi con una fotografia precisa: la gioielleria resta fortemente legata a manifattura, design e patrimonio, ma intorno a questi elementi stanno cambiando strumenti, consumatori e canali. Il nuovo quartiere fieristico rappresenta la parte più visibile della trasformazione. La vera sfida, però, è già fuori dai padiglioni: intercettare nuovi mercati, conquistare nuove generazioni e fare in modo che innovazione e tecnologia aumentino il valore del gioiello senza sostituirne l’identità.

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