Trent’anni del Tarì e trentacinque della scuola: un doppio anniversario che racconta l’evoluzione della formazione nel settore orafo. Giuseppe Casillo, presidente Tarì Design School, ripercorre il percorso di una realtà nata per formare nuovi orafi e progressivamente trasformata per rispondere alle esigenze di un comparto sempre più specializzato. Dalla manualità tradizionale all’introduzione di laser, microscopi e progettazione tridimensionale, la scuola ha accompagnato il cambiamento del mestiere, formando figure professionali capaci di lavorare nelle aziende o intraprendere un percorso imprenditoriale.
Presidente, il Tarì e la sua scuola celebrano due anniversari importanti. Come sono trascorsi questi anni e si aspettava un’evoluzione di questo tipo?
Trentacinque anni fa si pensava inizialmente di formare orafi che potessero integrare e sostenere il percorso produttivo del settore. Con il tempo, però, abbiamo capito che era necessario specializzare la formazione. Da quando mi occupo della scuola, ormai da vent’anni, seppure con qualche intervallo, abbiamo compreso sempre più l’importanza di preparare figure professionali in grado sia di diventare imprenditori, sia di rispondere alle esigenze delle aziende che hanno bisogno di competenze specifiche.
Abbiamo investito moltissimo e il Tarì ha sempre creduto nella formazione. Lo dimostra il fatto che il progetto formativo era già stato pensato cinque anni prima dell’avvio del centro orafo. Quando ne abbiamo compreso pienamente il valore, ci siamo dedicati a questo obiettivo anima e corpo.
Nel corso degli anni ci sono state evoluzioni importanti, che ricordo spesso con orgoglio. Abbiamo dovuto affiancare alla manualità pura gli strumenti tecnologici, adeguandoci ai tempi: abbiamo introdotto laser, microscopi e tutto ciò che riguarda la progettazione e il disegno 3D. È un percorso che ci inorgoglisce, perché i ragazzi hanno compreso di trovarsi in una fase di autentica transizione, nella quale il lavoro artigianale stava assumendo un valore e una complessità sempre maggiori.








