C’è un aspetto del nuovo Regolamento europeo antiriciclaggio di cui, forse, si parla ancora troppo poco. In questi mesi l’attenzione si è concentrata soprattutto sulla soglia dei 10.000 euro e sui nuovi obblighi destinati a entrare in vigore il 10 luglio 2027. È comprensibile. Sono gli elementi che colpiscono maggiormente chi ogni giorno è impegnato nella vendita di gioielli, preziosi e orologi. Ma la vera novità della riforma è un’altra. Per la prima volta il legislatore europeo attribuisce agli operatori del comparto orafo-gioielliero un ruolo sempre più attivo nella prevenzione del riciclaggio. Non si tratta di trasformare il gioielliere in un investigatore, né di incrinare quel rapporto di fiducia che da sempre rappresenta uno dei valori distintivi della nostra categoria. Al contrario, quella fiducia dovrà essere affiancata da una maggiore consapevolezza. La normativa introduce il principio della Customer Due Diligence, tradotto come “adeguata verifica della clientela”.

Un’espressione che può apparire complessa ma che, nella pratica, significa una cosa molto semplice: conoscere meglio il contesto dell’operazione. Non sarà sufficiente chiedersi cosa si vende. Diventerà altrettanto importante comprendere come si svolge la vendita, chi interviene nell’operazione e se esistono elementi che meritano un approfondimento. E questo il vero cambiamento culturale che attende il settore. Per una gioielleria, un laboratorio orafo o un’impresa che commercia metalli e pietre preziose non significherà cambiare il proprio modo di accogliere il cliente. Significherà organizzare meglio il proprio lavoro, documentare alcune verifiche e acquisire una nuova consapevolezza nella gestione delle operazioni. Nei prossimi Appunti Quotidiani proveremo a leggere il Regolamento con gli occhi dell’imprenditore, affrontando i dubbi che nasceranno dietro il banco di vendita e cercando di trasformare una disciplina complessa in indicazioni concrete e facilmente applicabili. Prepararsi oggi significa lavorare con maggiore serenità domani. Poniamo il caso di un cliente che acquista un orologio del valore di 14.800 euro. Una parte del pagamento sarà effettuata dal suo conto personale, la restante da una società della quale è amministratore. È sufficiente identificare il cliente oppure occorre comprendere chi è il reale soggetto nel cui interesse viene effettuata l’operazione? È da questa domanda che partirà il prossimo approfondimento, dedicato al titolare effettivo.







