La produzione cresce, ma il mercato continua a fare i conti con una domanda debole e con prezzi in calo. È questo il quadro che emerge dai risultati del secondo trimestre 2026 diffusi da De Beers, che confermano come il comparto dei diamanti naturali stia attraversando una fase ancora complessa nonostante alcuni segnali di ripresa operativa.
Tra aprile e giugno, il gruppo ha estratto 7,8 milioni di carati, registrando un incremento dell’88% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’aumento è stato favorito soprattutto dalla lavorazione di minerale a più alta concentrazione di diamanti nelle miniere di Jwaneng, in Botswana, e Gahcho Kué, in Canada, oltre che da una maggiore disponibilità di materiale da trattare.
La crescita produttiva, tuttavia, non si è tradotta in un miglioramento delle condizioni di mercato. Secondo quanto riportato da Anglo American, proprietaria dell’85% di De Beers, nel corso del trimestre i prezzi dei diamanti grezzi sono diminuiti in maniera significativa durante i tradizionali Sight, gli appuntamenti riservati ai clienti selezionati del gruppo. Il rallentamento della domanda, unito all’incertezza economica internazionale e alla persistente concorrenza dei diamanti coltivati in laboratorio, continua infatti a pesare sull’intera filiera.
Anche per questo motivo De Beers prosegue la propria strategia di adeguamento della produzione alle reali esigenze del mercato. La società ha già annunciato una proposta di sospensione temporanea dell’attività estrattiva nella miniera di Venetia, in Sudafrica, prevista nella seconda metà dell’anno, con l’obiettivo di contenere l’offerta e preservare il valore del grezzo in una fase di domanda ancora debole.
Nel dettaglio, la produzione è aumentata in quasi tutte le principali aree operative. In Sudafrica, Venetia ha beneficiato della lavorazione di maggiori volumi di minerale proveniente dalle attività sotterranee, mentre in Canada la crescita è stata sostenuta dall’avvio dell’estrazione in nuove aree ad alta concentrazione presso Gahcho Kué.
Il gruppo continua inoltre a perseguire una gestione prudente dell’offerta, in linea con le decisioni già assunte nei mesi precedenti. L’obiettivo rimane quello di mantenere un equilibrio tra produzione e domanda, evitando un eccesso di disponibilità sul mercato in una fase ancora caratterizzata da consumi contenuti e da un atteggiamento prudente della distribuzione.
Per il settore diamantifero il 2026 si conferma quindi un anno di transizione. Se da un lato la capacità produttiva torna a crescere dopo i rallentamenti dello scorso anno, dall’altro il mercato richiede ancora una gestione estremamente attenta dei volumi, in attesa di un recupero più stabile della domanda internazionale.








