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De Beers, il gigante dei diamanti verso una vendita da 1 miliardo di dollari

De Beers potrebbe cambiare proprietario per circa 1 miliardo di dollari. Secondo le indiscrezioni riportate da FashionNetwork, Anglo American sarebbe in trattative per la cessione della propria partecipazione nella società diamantifera, in un’operazione che avrebbe un valore molto inferiore rispetto a quello attribuito al gruppo negli anni passati.

La notizia arriva in un momento particolarmente complesso per il mercato dei diamanti. Anglo American, che detiene l’85% di De Beers, ha avviato da tempo il processo di dismissione della società, mentre il restante 15% è nelle mani del Governo del Botswana. Nei documenti pubblicati ad aprile, il gruppo minerario aveva confermato il proprio impegno a vendere De Beers e la prosecuzione del processo formale di cessione nel corso del 2026.

A rendere particolarmente significativa l’operazione è soprattutto la valutazione. Il possibile prezzo di circa 1 miliardo di dollari rappresenterebbe una drastica riduzione rispetto al valore storico di De Beers e riflette le difficoltà che hanno investito il mercato dei diamanti negli ultimi anni.

La domanda di diamanti naturali ha infatti subito una forte pressione, mentre la diffusione dei diamanti lab-grown ha introdotto nel mercato un’alternativa caratterizzata da prezzi più accessibili. A questo si sono aggiunti la debolezza della domanda in alcuni mercati chiave e un contesto internazionale che continua a pesare sui consumi di lusso.

I numeri aiutano a comprendere la portata della trasformazione. Secondo i dati riportati da Barron’s, i ricavi di De Beers sono passati dai 6,2 miliardi di dollari del 2022 ai 3,5 miliardi del 2025, mentre la divisione diamanti ha registrato una perdita di circa 500 milioni di dollari nell’ultimo esercizio.

Anche l’andamento più recente conferma la pressione sul settore. Nel primo trimestre 2026, Anglo American ha registrato per De Beers una diminuzione del 19% del prezzo medio realizzato, sceso a 101 dollari per carato. Il gruppo ha inoltre mantenuto per il 2026 una previsione di produzione compresa tra 21 e 26 milioni di carati, adeguando l’attività alle condizioni della domanda.

Il possibile acquirente sarebbe il Global Diamond Consortium, gruppo privato guidato dall’ex CEO di De Beers Gareth Penny, secondo quanto riportato dalle indiscrezioni. Il consorzio sarebbe sostenuto anche dai governi di Botswana, Namibia e Angola, tutti Paesi con un ruolo importante nell’industria diamantifera africana. Né Anglo American né il consorzio hanno commentato le trattative.

La possibile vendita non rappresenta quindi soltanto una grande operazione societaria. È anche il riflesso di un cambiamento profondo nella geografia e negli equilibri dell’industria del diamante. De Beers, fondata nel 1888, ha costruito per oltre un secolo una posizione dominante nel mercato mondiale, diventando uno dei nomi più riconoscibili dell’intera filiera.

Oggi, però, il mercato è profondamente diverso. La crescita dei diamanti sintetici, la trasformazione delle abitudini di consumo e la pressione sui prezzi stanno mettendo alla prova un modello industriale costruito intorno alla rarità e al valore dei diamanti naturali.

Se l’operazione dovesse concretizzarsi alle cifre attualmente indicate, il passaggio di De Beers a un nuovo proprietario segnerebbe dunque molto più di un cambio di controllo. Sarebbe uno dei segnali più evidenti di quanto sia cambiato, in pochi anni, il mercato mondiale del diamante.

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