Il corallo ed il cammeo rappresentano due delle espressioni più identitarie della tradizione manifatturiera italiana. Da elementi preziosi legati alla storia, alla spiritualità e all’artigianato d’eccellenza, questi prodotti continuano ancora oggi a occupare uno spazio unico nel panorama della gioielleria internazionale, pur confrontandosi con nuove sfide: sostenibilità, ricambio generazionale, innovazione produttiva e mutamento del gusto contemporaneo.
Ne abbiamo parlato con Vincenzo Aucella, presidente di Assocoral, associazione di riferimento del comparto del corallo e del cammeo.
Presidente, qual è oggi lo stato di salute del comparto del corallo e del cammeo in Italia? E quali sono le principali sfide che sta affrontando?
Lo stato di salute del settore segue inevitabilmente l’andamento del mercato internazionale. I primi mesi del 2026, guardando i dati nazionali, non sono stati semplici, ma il nostro comparto ha tempi differenti: possiamo valutare realmente l’andamento solo alla fine dell’anno, perché il corallo vive il suo picco di vendite soprattutto nel periodo estivo. Insomma, ci aspettiamo una lieve flessione, ma per il momento l’andamento resta abbastanza regolare.
Quanto è importante oggi preservare il valore culturale e identitario dei “gioielli del mare”?
Per noi è fondamentale, perché sono tra i pochi esempi autentici di Made in Italy nel mondo della gioielleria: un prodotto davvero realizzato a mano e interamente lavorato a Torre del Greco. Da anni stiamo lavorando alla candidatura della lavorazione del cammeo come patrimonio immateriale UNESCO. Inoltre siamo stati tra le pochissime realtà italiane a candidare il corallo e il cammeo di Torre del Greco all’IGP artigianale europeo. Tutto questo serve a valorizzare il know-how, la storia, la tradizione e la manifattura che stanno dietro ai nostri prodotti. Per vendere un gioiello in corallo o un cammeo bisogna saperne raccontare la storia, perché è proprio quella cultura a rappresentarne il vero valore aggiunto.
Oggi si parla sempre più di sostenibilità e tutela ambientale. Come sta cambiando il rapporto tra il vostro settore e queste tematiche?
Assocoral è nata nel 1977 e già negli anni Ottanta uno dei pilastri fondamentali dell’associazione era proprio la tutela ambientale. Grazie al confronto con il mondo scientifico, le università e i centri di ricerca, si è arrivati a un vero cambio di paradigma. Dagli anni Novanta il corallo non viene più pescato con sistemi invasivi: si è passati da migliaia di imbarcazioni che utilizzavano reti e strumenti meccanici a pochi sub autorizzati che effettuano una raccolta selettiva, rispettando profondità precise, periodi stabiliti dell’anno e licenze rigidamente controllate. Anche la lavorazione è totalmente sostenibile: utilizziamo soltanto acqua, non impieghiamo acidi né trattamenti chimici.
Torre del Greco continua a rappresentare un punto di riferimento mondiale per il comparto. Qual è il valore strategico del territorio?
Spesso ci chiedono perché questa lavorazione sia nata proprio a Torre del Greco e perché non venga replicata altrove. La risposta è semplice: qui esiste un know-how costruito in oltre duecento anni di storia. Le tecniche si tramandano da padre in figlio. A rendere unico il sistema c’è anche la formazione. A Torre del Greco abbiamo il liceo artistico “Francesco Degni”, unico al mondo con l’indirizzo raro dedicato alla lavorazione del corallo e del cammeo.
Le nuove generazioni si stanno avvicinando a questo mestiere oppure esiste un rischio di dispersione del sapere artigianale?
Spesso si dice che i giovani non vogliano più avvicinarsi all’artigianato, ma in realtà il problema principale è demografico: ci sono semplicemente meno giovani rispetto al passato. I ragazzi che ci sono hanno tanti stimoli e meno pazienza rispetto al passato, mentre il lavoro artigianale richiede concentrazione e manualità. Però chi sceglie questo mestiere lo fa ancora con grande entusiasmo.
Guardando ai prossimi anni, quale futuro immagina per il settore del corallo e del cammeo?
Credo maggiormente in un’evoluzione che in una rivoluzione. Negli ultimi decenni il settore è cambiato gradualmente. Un tempo le produzioni erano seriali e standardizzate; oggi ogni azienda ha trovato una propria identità e realizza prodotti sempre più personalizzati. È un comparto in continuo mutamento, ma senza stravolgimenti improvvisi: il cambiamento avviene nel tempo, in maniera naturale e costante.







