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Rubata a Vienna una collana Van Cleef & Arpels da oltre 4 milioni di dollari

Una collana di Van Cleef & Arpels del valore di oltre 4 milioni di dollari è stata rubata dal Museum of Applied Arts (MAK) di Vienna, dando il via a una caccia internazionale ai responsabili. Il furto, avvenuto giovedì 27 agosto, si inserisce in una serie di recenti colpi ai danni di musei europei e riaccende l’attenzione sulla sicurezza dei gioielli di alto valore esposti al pubblico.

I due sospetti sono entrati nel museo acquistando regolarmente i biglietti e, durante l’orario di apertura, hanno infranto una teca e sottratto il gioiello. Secondo gli investigatori, uno dei due potrebbe essere stato armato. Le immagini delle telecamere di sorveglianza sono state diffuse dalle autorità austriache, mentre la collana è stata inserita nella banca dati delle opere d’arte rubate di INTERPOL.

La protagonista del furto è una collana Art Déco realizzata nel 1939 da Van Cleef & Arpels per la regina egiziana Nazli, in occasione del matrimonio della figlia con il futuro Shah dell’Iran. Il gioiello è composto da 673 diamanti taglio brillante e baguette, per un peso complessivo superiore ai 200 carati.

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La sua storia attraversa quasi un secolo: nel 1975 fu venduta da Sotheby’s per 140.000 dollari, mentre nel 2015 Van Cleef & Arpels la riacquistò all’asta per 4,3 milioni di dollari. Nel 2019 era inoltre apparsa sulla copertina di Vogue Arabia, indossata da Amina El-Demirdash, pronipote della regina Nazli.

Il furto di Vienna arriva nello stesso giorno di un altro colpo ai danni di un museo europeo: in Spagna, dal Museo Arqueológico Municipal de Villena, è stata sottratta una collezione di gioielli e manufatti dell’età del Bronzo, realizzati prevalentemente in oro 23,5 carati. Il bottino, risalente a circa 3.000 anni fa, è stato stimato in circa 2 milioni di dollari.

Secondo un rapporto Europol 2026, episodi recenti registrati in Europa mostrano un cambiamento nelle modalità operative: i criminali adottano approcci più diretti e aggressivi e sembrano concentrarsi su specifiche categorie di beni culturali. Un fenomeno che, secondo il rapporto, potrebbe indicare la crescita di un nuovo profilo di ladro, meno legato alle tradizionali organizzazioni specializzate nel traffico di opere e più orientato all’azione opportunistica.

Il caso di Vienna riporta così in primo piano anche una questione sempre più attuale per musei, maison e istituzioni culturali: come proteggere pezzi unici e di valore straordinario senza sottrarli alla loro funzione espositiva e alla possibilità di essere ammirati dal pubblico.

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