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CIBJO, cinque report tracciano il futuro della gioielleria

CIBJO ha presentato i primi cinque Special Report realizzati in vista del Congresso del centenario, offrendo una fotografia delle principali trasformazioni che stanno attraversando il settore della gioielleria. Tra sostenibilità, formazione, metalli preziosi, terminologia delle gemme e standard di mercato, i documenti delineano alcune delle sfide che l’industria dovrà affrontare nei prossimi anni.

Uno dei progetti più significativi è l’International Fine Jewellery Academy (IFJA), nuova realtà formativa che nascerà a Milano dalla collaborazione tra CIBJO, Fondazione Mani Intelligenti di Valenza, Confcommercio Milano e CAPAC. L’Academy punta a formare una nuova generazione di professionisti attraverso lezioni teoriche in inglese, attività pratiche nei laboratori e periodi di formazione presso aziende e maestri artigiani del Nord Italia. I percorsi, pensati per studenti tra i 19 e i 30 anni, avranno una durata compresa tra 250 e 1.000 ore.

Il secondo tema è quello dei metalli preziosi. Il 2025 viene descritto come un anno particolarmente significativo per oro, argento e platino, caratterizzato da forti aumenti dei prezzi e da conseguenti cambiamenti nella domanda. Il rincaro delle materie prime ha ridotto i volumi della gioielleria, ma non il valore complessivo degli acquisti, mentre il platino ha guadagnato terreno rispetto all’oro nel segmento più alto.

Particolare attenzione è dedicata anche al linguaggio utilizzato nel settore. Uno dei report affronta infatti il tema delle regole per la descrizione delle pietre preziose colorate, mentre un altro sostiene che le 4C – carat, colour, clarity e cut – debbano restare un sistema riferito esclusivamente alla valutazione dei diamanti naturali. L’obiettivo è rafforzare chiarezza e trasparenza della comunicazione commerciale, soprattutto nei confronti del consumatore.

La sostenibilità costituisce il filo conduttore trasversale dell’intero progetto. Nel primo Special Report, CIBJO sottolinea la necessità di trasformare le pratiche sostenibili in strumenti capaci di rendere le catene del valore più solide e resilienti, mentre gli altri documenti affrontano anche l’impatto delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale sull’industria.

I cinque report rappresentano così una sorta di mappa del cambiamento per il comparto: dalla tutela delle competenze artigianali alla definizione di standard condivisi, fino alla necessità di costruire una comunicazione più trasparente. Un percorso che CIBJO porta al Congresso di Vicenza nel suo anno del centenario, con l’ambizione di preparare l’industria alle sfide del prossimo futuro.

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