La London Diamond Bourse prende posizione nel dibattito internazionale sulla denominazione dei diamanti prodotti in laboratorio e indica in “synthetic diamond”, cioè diamante sintetico, il termine preferenziale per identificarli. L’organismo britannico invita i propri membri a utilizzare una definizione che considera più precisa, trasparente e immediatamente riconoscibile.
La decisione arriva dopo mesi di confronto sul linguaggio utilizzato per distinguere i diamanti naturali da quelli prodotti dall’uomo. Nel Regno Unito sono attualmente ammesse diverse espressioni, tra cui “synthetic”, “laboratory-grown” e “laboratory-created”. Secondo la London Diamond Bourse, però, le tre definizioni non hanno lo stesso valore dal punto di vista tecnico e storico.
La scelta punta soprattutto sulla chiarezza nei confronti del consumatore. Per la LDB, il termine “synthetic diamond” identifica senza ambiguità un prodotto manifatturiero e permette di distinguerlo dal diamante naturale, evitando formulazioni che potrebbero risultare più legate alla comunicazione commerciale. È un tema che riguarda quindi non solo la terminologia, ma anche la fiducia nel mercato e la trasparenza dell’intera filiera.
La posizione britannica si inserisce inoltre in un movimento più ampio. La World Federation of Diamond Bourses (WFDB) ha infatti approvato all’unanimità, durante il World Diamond Congress di Singapore dello scorso luglio, l’utilizzo di “Synthetic Diamond” come terminologia preferenziale. La proposta era stata elaborata a partire dal lavoro della Diamond Commission di CIBJO.
A rafforzare questa impostazione c’è anche l’uso del termine nella nomenclatura doganale internazionale: il Sistema Armonizzato, adottato da oltre 200 Paesi e territori, classifica i diamanti prodotti dall’uomo nella voce 7104 come “synthetic or reconstructed”. Per la London Diamond Bourse, si tratta di un ulteriore elemento a favore di una denominazione già consolidata sul piano internazionale.
La battaglia, insomma, è ormai anche una questione di parole. E mentre il mercato dei diamanti sintetici continua a crescere, associazioni e operatori cercano una definizione condivisa capace di rendere immediata la distinzione tra naturale e prodotto industrialmente. Per la London Diamond Bourse, il punto di partenza è chiaro: il consumatore deve sapere esattamente cosa sta acquistando.








