Con il prezzo dell’oro ai massimi e una domanda sempre più selettiva, il mercato della gioielleria è chiamato a trovare nuove formule per mantenere attrattività e sostenibilità. A Vicenzaoro, Roberto Giannotti ha presentato alcune novità in argento, pensate come alternativa più accessibile senza rinunciare alla capacità del gioiello di emozionare e creare valore. Al centro resta però l’elemento identitario del brand: l’angelo, un simbolo consolidato che l’azienda sceglie di preservare invece di inseguire le mode, forte di una storia che negli anni ha contribuito alla sua crescita.
Quali novità avete presentato a Vicenzaoro?
A Vicenzaoro presentiamo alcune novità in argento, per rispondere anche alla crisi che sta vivendo il mercato dell’oro, senza però abbandonare la possibilità per i nostri clienti di scegliere qualcosa di vendibile, qualcosa di interessante e adatto sia alla gioielleria sia al mercato.
La domanda dei clienti sta cambiando? E quanto è importante oggi il modo in cui il prodotto viene raccontato?
La domanda è sicuramente cambiata ed è diventata più selettiva. Per questo gli articoli devono essere raccontati e spiegati.
Quando c’è una situazione di crisi, il consumatore tende a vedere soprattutto il prezzo. Ma il prodotto non deve essere raccontato soltanto attraverso il suo prezzo: bisogna spiegare, raccontare ed emozionare. È soprattutto attraverso questo approccio che si può rendere la vendita più efficace.
L’angelo è sicuramente uno dei vostri simboli. Come si può innovare oggi questo elemento?
Non si innova. Si mantiene.
È qualcosa di storico, un elemento che dà sicurezza e che tutti riconoscono. In questi anni ha accompagnato la crescita dell’azienda e ci ha permesso di consolidare il nostro rapporto con il mercato.
Per questo non abbiamo bisogno di cambiarlo: l’angelo rappresenta la nostra identità e continuiamo a credere nella sua forza.








