Tra le difficoltà legate al prezzo delle materie prime e alle tensioni geopolitiche, a Vicenzaoro si è respirato comunque un clima di fiducia e di voglia di ripartire. È la fotografia tracciata da Gennaro Mincione, CEO di Oromare, che sottolinea la capacità delle imprese campane di reagire alle fasi più complesse attraverso innovazione, design e capacità di reinventarsi. Al centro anche il tema dell’aggregazione: la presenza sempre più forte del Distretto Orafo Campano e della Regione Campania in fiera rappresenta, secondo Mincione, il segnale di un cambiamento culturale importante per un comparto storicamente caratterizzato da una forte individualità.
Dottor Mincione, a Vicenzaoro si respira fermento. Che clima percepisce in fiera?
Assolutamente sì, questo fermento l’ho notato anch’io e molto probabilmente fa il paio con l’apertura del nuovo padiglione, arrivata dopo lavori che si sono conclusi in tempo utile.
Anche questo ha creato empatia e un buon umore nella mente degli operatori. Al di là dei problemi che ci sono, che non possiamo negare e che sono tanti e complessi, si percepisce comunque la voglia di fare, di partire, di inventarsi nuove cose. C’è soprattutto la voglia di stare insieme.
Parlando di problemi, le criticità del momento sono molte: dal prezzo delle materie prime alle tensioni geopolitiche. Eppure le aziende continuano a investire e a cercare nuove strategie di crescita. Si continua quindi a credere nel futuro del settore?
Certamente. Questo comparto, e in particolare quello campano, ha nel DNA una grande resilienza.
In tutti i momenti di difficoltà, anche quelli più bui, abbiamo sempre avuto quel guizzo che ci consente di trovare la risorsa, quel quid, quel piccolo spiraglio che ci permette di uscire dal tunnel.
Questa caratteristica si vede in particolare nel comparto della produzione e dell’artigianato, dove l’artigiano è bravo a reinventarsi continuamente. Dal design alle materie prime, fino ai prodotti, cerca sempre di rimescolare le carte e ricominciare.
Quest’anno a Vicenzaoro c’è una presenza particolarmente forte del Distretto Orafo Campano e della Regione Campania. Cosa pensa di questo percorso?
Aggregare e fare squadra è sempre possibile, in tutti i settori. In particolare nel nostro e soprattutto in Campania, dove abbiamo un po’ nel DNA la politica dell’orticello.
Credo però che negli ultimi tempi questa impostazione si sia in parte superata. Oggi riusciamo a stare insieme, a parlarci, a condividere dei progetti, e questa è una cosa estremamente positiva.
Lo dimostra anche il fatto che il Distretto Orafo Campano, nato poco più di due anni fa, oggi esprime già progetti e attività estremamente interessanti e significative, oltre a offrire un supporto concreto alle aziende che possono beneficiare degli interventi della Regione.
È un segnale importante: significa che finalmente stiamo imparando a fare sistema.







