Trend e mercati
2 min di lettura

Oro, le riserve italiane salgono a 2.452 tonnellate e valgono 300 miliardi

Le riserve auree italiane raggiungono un nuovo record di valore. La Banca d’Italia custodisce complessivamente 2.452 tonnellate di oro, suddivise principalmente in oltre 95mila lingotti, con una quotazione ai prezzi correnti che arriva a circa 300 miliardi di euro. L’Italia si conferma così il quarto Paese al mondo per riserve auree, dopo Stati Uniti, Germania e Fondo Monetario Internazionale.

La rivalutazione è legata soprattutto alla corsa del metallo prezioso. Nel gennaio 2026 il prezzo dell’oro ha raggiunto il record storico di 5.417 dollari l’oncia, facendo aumentare in modo significativo il valore dello stock italiano. La consistenza delle riserve resta comunque inferiore a un decimo dello stock di debito pubblico.

La maggior parte dell’oro resta custodita in Italia: il 44,8% si trova nei caveau della sede di Banca d’Italia. Il restante quantitativo è depositato all’estero, con il 43,2% negli Stati Uniti, il 5,7% nel Regno Unito e il 6,09% in Svizzera. Secondo Palazzo Koch, la distribuzione risponde a una strategia di diversificazione del rischio e consente, in caso di necessità, di utilizzare più rapidamente le riserve presenti nelle principali piazze finanziarie.

L’oro rappresenta infatti per una banca centrale non soltanto una riserva di valore, ma anche uno strumento a disposizione in situazioni di crisi. Può essere utilizzato come garanzia per ottenere finanziamenti oppure, in ultima istanza, essere venduto per acquistare valuta nazionale e sostenerne il valore.

Il patrimonio aureo italiano ha anche attraversato momenti particolarmente complessi. Nel 1976 l’Italia utilizzò 120 tonnellate di oro come garanzia per un prestito dalla Germania, mentre durante l’occupazione nazista del 1943 circa 120 tonnellate furono trafugate e successivamente in gran parte recuperate.

Oggi, però, è soprattutto il valore del metallo a riportare l’oro al centro dell’attenzione. Con oltre 2.400 tonnellate nei propri forzieri, l’Italia dispone di una delle più consistenti riserve auree mondiali: un patrimonio la cui rivalutazione riflette direttamente la straordinaria crescita delle quotazioni e il nuovo ruolo dell’oro come presidio di fiducia e stabilità finanziaria.

L'autore

Torna in alto