Dal 12 al 14 settembre 2026, Fiera Milano torna a ospitare Milano Fashion&Jewels, appuntamento dedicato al mondo della moda, degli accessori e della gioielleria. Un’edizione che si presenta con oltre 620 brand da 31 Paesi e che rafforza la propria vocazione internazionale, confermando al tempo stesso il ruolo del Made in Italy.
Al centro della manifestazione c’è una visione sempre più trasversale del fashion retail, nella quale gioiello, accessorio e abbigliamento dialogano per costruire un total look. Tra le novità dell’edizione, lo Slow Fashion Lab porta l’attenzione su sostenibilità e circolarità, mentre si rafforza l’area Fashion Sourcing dedicata al private label e alla produzione conto terzi. Talk e sfilate completano l’esperienza dei buyer, offrendo una lettura concreta delle tendenze e delle possibilità di abbinamento.
Un’evoluzione che riflette anche i cambiamenti nel comportamento del consumatore, sempre più orientato verso personalizzazione, ricerca estetica, versatilità e attenzione alla circolarità. Ne abbiamo parlato con Filomena Sannino, Exhibition Manager di Milano Fashion&Jewels.
Quali sono le novità principali di questa edizione?
Questa edizione presenta più di 620 brand da 31 Paesi, con una forte presenza del Made in Italy e importanti partecipazioni internazionali, in particolare da Grecia, Spagna, Francia e Brasile. Tra le novità partirei da Slow Fashion Lab, un progetto dedicato alla sostenibilità e alla circolarità applicate all’abbigliamento, all’accessorio moda e al gioiello, che racconta attraverso prodotti e progetti concreti come sta cambiando il modo di progettare e produrre.
C’è poi il rafforzamento dell’area Fashion Sourcing, dedicata al private label e alla produzione conto terzi nel mondo dell’abbigliamento e dell’accessorio.

Per gli operatori in visita è stato preparato anche un quaderno di indagini sul futuro del settore, per raccogliere e restituire una fotografia di come stanno cambiando i comportamenti e le esigenze di acquisto. A completare l’esperienza ci sono talk e sfilate, che permettono di vedere il prodotto in una dimensione concreta: come si indossa, come si abbina e come può entrare nella costruzione di un total look, dall’abbigliamento all’accessorio fino al gioiello.
Quali trend vede emergere oggi nel mondo degli accessori e della gioielleria?
Più che parlare di singoli trend, oggi credo sia importante parlare delle direzioni che stanno cambiando il modo in cui il consumatore sceglie e, di conseguenza, il modo in cui il buyer costruisce il proprio assortimento.
Una prima direzione è quella della Personal Identity: il consumatore cerca prodotti che raccontino chi è, che abbiano carattere e che gli permettano di costruire un’immagine personale.
C’è poi una forte Aesthetic Research, una ricerca estetica che porta a sperimentare materiali, forme, proporzioni e soprattutto contaminazioni tra categorie diverse.
Un’altra direzione molto forte è il Circular Mindset: la sostenibilità non è più soltanto un valore aggiunto, ma entra sempre più nei processi, nei materiali e nelle modalità con cui il prodotto viene pensato e acquistato.
E infine c’è la versatilità. Il gioiello, così come l’accessorio, deve poter accompagnare momenti diversi della giornata e dialogare con più look.
Sono quindi trend che diventano anche strumenti di lettura per il buyer: servono a capire non soltanto cosa è bello o cosa è nuovo, ma soprattutto cosa può avere un significato per il consumatore e quindi un potenziale commerciale per il punto vendita.


Quanto è ancora più importante oggi il dialogo tra moda e gioiello?
È fondamentale, soprattutto perché è cambiato il modo in cui il retail guarda alle categorie.
Il buyer non ragiona più necessariamente per compartimenti rigidi e verticali: cerca sempre di più una visione trasversale, perché anche il consumatore costruisce il proprio stile mettendo insieme elementi diversi.
Per questo il concetto di total look diventa centrale. Il gioiello non è più soltanto qualcosa da indossare in un’occasione speciale o da associare necessariamente al concetto di prezioso: è sempre più parte dell’abbigliamento quotidiano, del proprio stile e della propria identità, grazie alla sua capacità di essere interpretato e abbinato in modi diversi.
E questa visione si amplia ulteriormente con Fashion Link Milano. A Fiera Milano il buyer può mettere insieme più punti di vista e più categorie: Milano Fashion&Jewels, MICAM, MIPEL, TheOne Milano, Lineapelle e Simac Tanning Tech.
E da febbraio 2027 il link sarà ancora più completo con il ritorno di Sì Sposaitalia Collezioni, ampliando ulteriormente il dialogo tra mondi, categorie e filiere.
Quindi, con un’unica occasione di visita, il buyer può avere più visioni, più categorie, più possibilità di costruire il proprio assortimento e più opportunità di selling.

Quali opportunità offre la manifestazione ai brand e ai buyer?
Ai brand offre la possibilità di incontrare un pubblico professionale qualificato, italiano e internazionale, composto da boutique, concept store, catene, department store e retailer specializzati.
Per il buyer, invece, la manifestazione è un momento sempre più importante di ricerca, confronto e decisione. Arriva in fiera con esigenze precise, ma ha anche la possibilità di scoprire nuove proposte, leggere i trend e trovare prodotti complementari.
Il valore è proprio nell’unire informazione e business: vedere il prodotto, capire come può essere indossato e abbinato, confrontarlo con altre categorie e valutare come inserirlo nel proprio punto vendita.


Quali mercati stanno mostrando maggiore interesse per il Made in Italy?
L’interesse internazionale è molto articolato. Accanto ai principali mercati europei, in particolare Spagna, Francia e Grecia, registriamo una presenza importante dal Sudafrica e dall’Africa Sub-sahariana, dal Medio Oriente, con una buona rappresentanza dagli Emirati Arabi Uniti, oltre che da Giappone e Stati Uniti.
È particolarmente interessante anche la presenza dei mercati dell’Asia Centrale, con diversi Paesi dell’area degli “Stan”, che stanno mostrando una crescente attenzione verso il Made in Italy e verso il mondo della moda, degli accessori e del gioiello.
Su questi mercati è stato sviluppato un importante piano di incoming internazionale, anche grazie al supporto di ITA – Italian Trade Agency, con buyer selezionati provenienti da aree geografiche diverse.
È un lavoro importante perché non si tratta soltanto di aumentare la presenza internazionale, ma di portare in fiera operatori con una reale capacità di acquisto, creando opportunità commerciali concrete per i nostri espositori.
Per noi, però, tutto questo si inserisce in un concetto ancora più ampio: l’experience del buyer. È stato proprio questo il tema al centro della nostra conferenza stampa, perché non conta soltanto chi viene in fiera, ma soprattutto che cosa l’operatore si porta a casa dalla sua visita: quali prodotti ha scoperto, quali tendenze ha intercettato, quali idee ha trovato e quali nuove opportunità di acquisto può trasformare in business.
Vogliamo quindi che Milano Fashion&Jewels sia un’esperienza utile, concreta e capace di lasciare valore anche dopo la fiera.
Il prossimo appuntamento sarà dal 20 al 22 febbraio 2027, e poi dall’11 al 13 settembre 2027.










