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Sicurezza: come sta cambiando la percezione degli operatori?

I numeri raccontano i reati. Ma non sempre riescono a raccontare fino in fondo cosa significhi, oggi, lavorare dietro il banco di una gioielleria. Non raccontano la preoccupazione all’apertura e alla chiusura del negozio, le precauzioni adottate durante la giornata, la decisione di modificare una vetrina, limitare il valore dei beni esposti o evitare di rimanere soli. Non misurano quanto siano aumentati gli investimenti in sistemi di sicurezza, quanto pesino i costi assicurativi o quanto un episodio criminoso, anche solo tentato, possa cambiare il modo di vivere e organizzare la propria attività. Per questo Federpreziosi Confcommercio torna a chiedere direttamente agli operatori: quanto vi sentite sicuri oggi? Lo avevamo fatto lo scorso anno, raccogliendo una significativa partecipazione. Ripetere oggi quella rilevazione ha un valore ancora maggiore: ci permette non soltanto di ottenere una nuova fotografia del comparto, ma di confrontarla con la precedente e capire se e come sia cambiata la percezione della sicurezza nelle gioiellerie italiane. Il questionario è stato aggiornato tenendo conto anche dell’evoluzione dei fenomeni criminosi: azioni sempre più rapide, modalità differenti, momenti di particolare vulnerabilità e conseguenze sull’organizzazione dell’impresa. Accanto a questi aspetti abbiamo voluto approfondire il rapporto con le Forze dell’Ordine, gli investimenti in prevenzione e un tema che sta assumendo un peso crescente quale l’accessibilità e la sostenibilità delle coperture assicurative contro furti e rapine. Ma c’è una ragione ulteriore per partecipare. I dati raccolti costituiranno un importante compendio all’intervento che il Presidente di Federpreziosi Confcommercio, Stefano Andreis, assieme ad altri relatori che interverranno su altri argomenti concernenti il tema dell’ incontro, terrà il prossimo 15 ottobre prossimo al Senato della Repubblica, in occasione dell’incontro dedicato a “Le gioiellerie italiane: scenari, politiche e prospettive di sviluppo”. Portare in quella sede la percezione reale degli operatori significa trasformare esperienze, preoccupazioni e necessità quotidiane in dati capaci di dare forza alla rappresentanza del settore. Per chiedere interventi efficaci sulla prevenzione, sul controllo del territorio, sugli investimenti in sicurezza e sul peso delle coperture assicurative non bastano infatti le singole testimonianze. Occorre poter dire, numeri alla mano, cosa pensano e cosa stanno vivendo le gioiellerie italiane. È questo il valore del questionario. Più numerose saranno le risposte, più nitida sarà la fotografia che potremo portare davanti alle Istituzioni. La sicurezza non si misura soltanto contando ciò che è accaduto. Si misura anche ascoltando chi, ogni mattina, alza una serranda, si assume un rischio e continua a investire nel proprio lavoro. Il 15 ottobre quella voce arriverà al Senato. Facciamo in modo che sia la voce più ampia e rappresentativa possibile del nostro comparto.  

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