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Gemme di colore, il mercato resta solido anche grazie all’incertezza sui diamanti

Rubini, zaffiri e smeraldi naturali guadagnano terreno in un mercato che cerca alternative ai diamanti e continua a premiare le pietre più rare. È quanto emerge dai confronti tra gli operatori internazionali riuniti a Gemworld Munich, dal 22 al 25 ottobre, dove è stata evidenziata la tenuta delle gemme di colore, soprattutto nelle fasce più alte, sostenute dalla scarsità dell’offerta e da una domanda ancora solida.

L’incertezza che attraversa il mercato dei diamanti, anche per la crescente diffusione delle alternative sintetiche, sta contribuendo a spostare l’attenzione verso le pietre naturali colorate. Il fenomeno interessa anche il segmento degli anelli di fidanzamento, tradizionalmente dominato dai diamanti, dove un numero crescente di coppie guarda alla varietà cromatica delle gemme come elemento di personalizzazione.

Secondo gli operatori, i rubini, gli zaffiri e gli smeraldi naturali non trattati sono particolarmente richiesti. Le pietre di qualità più elevata continuano a mantenere quotazioni solide, mentre l’aumento dei prezzi di alcune gemme spinge parte della domanda verso alternative meno costose. Cresce così l’interesse per gli spinelli rossi e le tormaline verdi, mentre rubini provenienti dal Mozambico e smeraldi dello Zambia stanno consolidando la propria presenza anche nei segmenti più alti del mercato.

Tra le novità emerse a Gemworld Munich figura anche l’arrivo sul mercato di nuove tormaline Paraíba provenienti dall’Etiopia, che si aggiunge a Brasile, Mozambico e Nigeria tra le origini di queste gemme. L’offerta è ancora oggetto di valutazione in termini di quantità e qualità. L’interesse si concentra inoltre sulle differenze di prezzo tra le provenienze: gli smeraldi zambiani, apprezzati per la qualità e per quotazioni più accessibili, si affiancano a quelli colombiani, che continuano a raggiungere valori elevati.

Nel segmento medio, la morganite rosa si distingue per il rapporto tra qualità e prezzo. Il persistente aumento del costo dell’oro sta infatti spingendo produttori e designer a utilizzare pietre di dimensioni maggiori abbinate a leghe di oro a titolo inferiore o all’argento, per contenere il prezzo finale dei gioielli. In questo contesto, morganite e apatite stanno trovando nuove applicazioni nelle collezioni destinate a una fascia di consumatori più ampia.

Accanto alle dinamiche commerciali, cresce l’attenzione verso la tracciabilità e l’approvvigionamento responsabile. La richiesta di informazioni sull’origine delle gemme e sulle condizioni di lavoro lungo la filiera è sempre più presente, in particolare per quanto riguarda i minatori artigianali e le piccole realtà estrattive. Iniziative come Moyo Gems, attiva nell’Africa orientale, puntano proprio a valorizzare le gemme provenienti da filiere responsabili e a garantire una remunerazione più equa ai produttori.

Le prospettive per il comparto restano quindi favorevoli, sostenute da un’offerta limitata e da consumatori alla ricerca di rarità, colore e personalità. In un mercato dei diamanti attraversato da cambiamenti e incertezze, le gemme naturali di colore rafforzano il proprio ruolo nella gioielleria, sia come alternative creative sia come pietre di particolare interesse per il collezionismo.

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