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India, obiettivo 100 miliardi di dollari di export nel 2040: il gioiello cambia strategia

L’India guarda al 2040 con un obiettivo ambizioso: portare l’export di gemme e gioielli dagli attuali circa 28 miliardi di dollari a 100 miliardi. La nuova strategia è stata presentata durante il Chintan Shivir, incontro di pianificazione organizzato dal Department of Commerce indiano insieme al Gem & Jewellery Export Promotion Council (GJEPC), e segna un possibile cambio di passo per uno dei principali poli mondiali della manifattura orafa.

Il punto centrale del piano è il superamento di un modello basato soprattutto sui grandi volumi produttivi. Per raggiungere il nuovo traguardo, l’industria indiana vuole spostarsi verso prodotti a maggiore valore aggiunto, puntando su design, brand, innovazione e riconoscibilità internazionale. L’obiettivo è quindi passare progressivamente dal ruolo di grande centro manifatturiero a quello di protagonista anche nella costruzione di collezioni e marchi destinati ai mercati globali.

Secondo Rajesh Agrawal, Commerce Secretary indiano, il principale vantaggio competitivo del Paese non risiede tanto nella disponibilità di materie prime quanto nell’enorme patrimonio di competenze professionali e artigianali. La sfida, ha sottolineato, sarà costruire un ecosistema fondato su innovazione, leadership nel design e fiducia, valorizzando la capacità dei professionisti indiani di trasformare la manifattura in un elemento distintivo.

Una parte importante della strategia riguarda proprio i produttori, chiamati a spostarsi dalle lavorazioni a margine più contenuto verso gioielli maggiormente caratterizzati dal punto di vista progettuale. Tra le priorità indicate figurano l’espansione delle esportazioni di prodotto finito, la tutela della proprietà intellettuale, la costruzione di brand indiani e la promozione internazionale di un’identità “Crafted in India”.

A sostenere questa trasformazione dovranno essere anche le nuove tecnologie. Il piano prevede infatti investimenti nella formazione e nell’adozione di strumenti come intelligenza artificiale e stampa 3D, destinati a supportare lo sviluppo di prodotti più innovativi e riconoscibili. L’innovazione viene quindi considerata non come alternativa alla tradizione artigianale, ma come uno strumento per valorizzarla e renderla più competitiva sui mercati internazionali.

La roadmap individua cinque aree prioritarie: ampliamento dell’accesso ai mercati internazionali, crescita delle piccole e medie imprese, semplificazione delle procedure di import-export, maggiore riconoscibilità dei marchi indiani e sviluppo delle competenze future attraverso formazione e design. Un modello che punta quindi a intervenire sull’intera filiera, dalle condizioni operative delle imprese alla capacità di costruire una presenza commerciale più forte all’estero.

Sul fronte istituzionale, il settore beneficia inoltre di alcune misure che, secondo Kirit Bhansali, presidente del GJEPC, potrebbero favorire l’espansione internazionale. Tra queste vengono citati i nuovi accordi di libero scambio, un’esenzione fiscale della durata di 15 anni sulle vendite di diamanti grezzi attraverso le Special Notified Zones e un maggiore sostegno alle piccole imprese.

Il progetto è particolarmente significativo anche per il peso che l’industria della gioielleria punta ad assumere nell’economia nazionale. Secondo la roadmap, il comparto dovrebbe arrivare a rappresentare il 14% dell’export complessivo di merci dell’India e contribuire per l’1,2% al PIL entro il 2040.

Per l’industria internazionale del gioiello, la strategia indiana potrebbe quindi produrre effetti ben oltre i confini del Paese. Se il passaggio dalla produzione di grandi volumi alla costruzione di design, brand e prodotti finiti avrà successo, l’India potrebbe rafforzare ulteriormente la propria posizione nella filiera globale, non più soltanto come grande centro di lavorazione, ma come piattaforma capace di sviluppare valore, identità e innovazione.

La vera sfida dei prossimi anni sarà trasformare questo obiettivo in una nuova percezione internazionale del Made in India: non soltanto sinonimo di capacità produttiva, ma anche di creatività, tecnologia e gioielleria ad alto valore aggiunto.

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