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Qatar Diamond Exchange guarda all’Asia: accordi con Singapore, Shanghai e Tokyo

Il Qatar Diamond Exchange rafforza le proprie ambizioni internazionali e costruisce nuovi collegamenti con alcuni dei principali centri asiatici del commercio dei diamanti. In occasione del World Diamond Congress, la piattaforma del Qatar ha infatti siglato tre Memorandum of Understanding con la Diamond Exchange of Singapore, la Shanghai Diamond Exchange e la Tokyo Diamond Exchange.

Le intese, arrivate a poco più di un anno dal lancio della Qatar Diamond Exchange, rappresentano un passaggio importante nella strategia di Doha, che punta a consolidare il proprio ruolo all’interno della geografia mondiale del commercio dei diamanti. L’obiettivo è sviluppare una rete capace di mettere in collegamento diretto i mercati asiatici con il Medio Oriente e con gli operatori internazionali, trasformando il Qatar in un nuovo punto di riferimento per gli scambi.

La collaborazione tra le quattro borse prevede lo scambio di conoscenze e contatti, visite bilaterali, partecipazioni reciproche agli eventi del settore e una maggiore cooperazione in occasione di gare, aste e altre iniziative dedicate al commercio dei diamanti.

Per Lin Qiang, presidente della Shanghai Diamond Exchange, la cooperazione internazionale rappresenta uno degli elementi fondamentali per lo sviluppo del comparto. «La Shanghai Diamond Exchange ha sempre considerato gli scambi e la cooperazione internazionale elementi essenziali per uno sviluppo sano e sostenibile dell’industria dei diamanti. Questa intesa contribuirà ad avvicinare ulteriormente i nostri membri e i rispettivi mercati», ha dichiarato, sottolineando la volontà di costruire un rapporto di lungo periodo tra Cina e Qatar.

Sulla portata dell’operazione interviene anche Ghanim Nasser Al-Saadi, direttore della Qatar Diamond Exchange, secondo il quale le nuove partnership «rappresentano un passo concreto nell’espansione della presenza della QDE in Asia». Il collegamento diretto con le borse di Singapore, Shanghai e Tokyo dovrebbe infatti aprire nuove possibilità per commercio, investimenti e collaborazione tra gli operatori.

La strategia del Qatar guarda però oltre il semplice aumento degli scambi. Doha vuole affermarsi come una piattaforma affidabile per il commercio internazionale dei diamanti, facendo leva su trasparenza, pratiche responsabili e standard riconosciuti a livello globale. «Rafforziamo il potenziale di Doha come porta d’accesso affidabile in grado di collegare i mercati asiatici dei diamanti con il più ampio commercio internazionale», ha spiegato Al-Saadi.

Un obiettivo condiviso da Fabio Cascapera, presidente della Diamond Exchange of Singapore, che ha sottolineato l’importanza di costruire connessioni sempre più solide tra i mercati asiatici e la comunità internazionale dei diamanti. La collaborazione, secondo Cascapera, può contribuire a rafforzare la fiducia nei diamanti naturali e a rendere il settore più connesso e resiliente.

Anche Michio Iwasaki, presidente della Tokyo Diamond Exchange, ha posto l’accento sugli elementi che sostengono il commercio internazionale delle pietre: «Il commercio dei diamanti dipende dalla fiducia, dalla trasparenza e dalla sicurezza». Proprio su questi principi dovrebbe svilupparsi la nuova cooperazione tra Doha e i tre hub asiatici.

Per la Qatar Diamond Exchange si apre ora la fase più importante: trasformare i memorandum in scambi commerciali, investimenti e relazioni operative. Gli accordi con Singapore, Shanghai e Tokyo segnano infatti un primo passo nella costruzione di una rete internazionale nella quale Doha punta a occupare una posizione strategica, diventando un punto di collegamento tra Asia, Medio Oriente e mercato globale dei diamanti.

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