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Sotheby’s, lo zaffiro dei Romanov da 197,80 carati all’asta a Ginevra

Un gioiello appartenuto alla famiglia imperiale russa torna sul mercato con una storia che attraversa la corte degli zar, la Rivoluzione d’Ottobre e alcune delle più importanti collezioni del Novecento. È il Romanov Sapphire, zaffiro naturale di Ceylon da 197,80 carati, protagonista dell’asta Royal & Noble Jewels organizzata da Sotheby’s a Ginevra l’11 novembre 2026. La pietra, già appartenuta alla Corona russa e indossata dall’imperatrice vedova Maria Feodorovna, è proposta con una stima compresa tra 850.000 e 1,7 milioni di franchi svizzeri.

La gemma, non sottoposta a trattamento termico, risale al XIX secolo e fu originariamente montata da Fabergé. Una delle sue apparizioni più celebri risale al Ballo d’Inverno del 1903 al Palazzo d’Inverno di San Pietroburgo, dove fu indossata da Maria Feodorovna, moglie dello zar Alessandro III e madre dell’ultimo imperatore Nicola II.

Dopo la Rivoluzione russa, molti gioielli della famiglia imperiale furono dispersi. Lo zaffiro entrò successivamente nella disponibilità di Cartier, che lo vendette alla cantante lirica e collezionista Ganna Walska. La pietra è oggi montata in un bracciale firmato Cartier, realizzato intorno al 2015, con diamanti taglio brillante e un elemento centrale intercambiabile in cristallo di rocca, anch’esso impreziosito da diamanti.

Il lotto è il protagonista di una selezione di circa 80 gioielli provenienti da alcune delle più importanti famiglie nobili e dinastie europee. Tra questi spicca una creazione Cartier con opali neri e diamanti, trasformabile da collier e spilla in tiara. Realizzata per la duchessa di Devonshire, fu indossata in occasione dell’incoronazione di Elisabetta II nel 1953.

Il catalogo comprende inoltre una tiara di Mellerio dits Meller, presentata all’Esposizione internazionale di Londra del 1862 e successivamente acquistata dalla famiglia d’Orléans come dono nuziale per Maria Isabella d’Orléans. Tra gli altri pezzi figurano un anello toi et moi appartenuto a Catherine, Lady Walston, con uno zaffiro del Kashmir non riscaldato e uno smeraldo colombiano, e due gioielli con smeraldi appartenuti alla regina Amélie del Portogallo.

La vendita ginevrina mette così in relazione rarità gemmologica, storia dinastica e grandi firme della gioielleria internazionale. Il Romanov Sapphire rappresenta il fulcro di un catalogo nel quale il valore delle pietre si intreccia con provenienze documentate e vicende che attraversano oltre un secolo di storia europea.

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