Formazione
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Fondazione Tari, il futuro dell’oreficeria passa da formazione e innovazione

Formazione, innovazione, cultura d’impresa e valorizzazione del territorio: sono queste alcune delle linee guida lungo cui si muove oggi la Fondazione Tarì, realtà sempre più centrale nello sviluppo del comparto orafo campano e nazionale. Abbiamo incontrato il suo Presidente, Antonio Marchiello, che ci ha raccontato gli obiettivi della sua nuova sfida

Quali sono oggi le principali direttrici progettuali su cui si sta concentrando la Fondazione Tarì?

La Fondazione Tarì ha da sempre nella formazione la propria missione principale. La scuola, che fa capo alla Fondazione, svolge ormai da circa vent’anni un lavoro eccellente nella preparazione dei giovani. Oggi vogliamo compiere un ulteriore passo avanti.

L’obiettivo è sviluppare una formazione di livello superiore, selezionando ogni anno un numero ristretto di giovani particolarmente meritevoli sui quali investire in modo più approfondito. Vorremmo costruire un percorso altamente qualificante che consenta non solo di acquisire competenze tecniche e artigianali, ma anche di conoscere da vicino tutte le realtà del comparto.

Immaginiamo percorsi itineranti all’interno delle diverse eccellenze del Distretto Orafo Campano e stiamo inoltre lavorando per ottenere riconoscimenti e accreditamenti ministeriali che consentano ai percorsi formativi di avere valore nazionale ed europeo, elevando ulteriormente la qualità dell’offerta.

Come stano cambiando le competenze richieste oggi dal mondo del lavoro?

Le competenze stanno cambiando rapidamente e il tema centrale è senza dubbio l’innovazione tecnologica. Oggi si parla inevitabilmente di intelligenza artificiale, digitalizzazione e utilizzo sempre più avanzato degli strumenti informatici.

Queste tecnologie non sostituiranno la manualità e il sapere artigiano, ma li affiancheranno, creando nuove opportunità per le professioni del futuro. Credo che l’intelligenza artificiale possa diventare un supporto prezioso per le nuove generazioni di professionisti, integrando competenze tradizionali e innovazione.

Quanto è importante oggi creare un collegamento concreto tra scuola, imprese e territorio?

La scuola rappresenta il punto di partenza, il luogo in cui si costruiscono le basi culturali e professionali. Le imprese, invece, rappresentano il punto di arrivo e sono quelle che conoscono meglio le esigenze reali del mercato.

In passato, come Regione Campania abbiamo promosso e sostenuto le Academy di Filiera, ovvero percorsi formativi costruiti direttamente sulle richieste delle aziende.

Il principio è molto semplice: non è più soltanto il sistema formativo a decidere quali competenze insegnare, ma sono gli imprenditori stessi a indicare quali figure professionali servono realmente. È un modello che sta producendo risultati importanti e che ha attirato l’interesse anche di altre regioni italiane.

Guardando al futuro, quale ruolo immagina per la Fondazione Tarì nello sviluppo dell’intero settore?

La Fondazione Tarì continuerà a svolgere un ruolo centrale nella formazione dei professionisti del futuro.

Parallelamente, credo molto nell’importanza del Distretto Orafo Campano, che rappresenta una realtà unica nel panorama nazionale. È stato il primo distretto del settore a formalizzarsi attraverso un vero atto costitutivo, creando un sistema capace di parlare con una sola voce sui mercati internazionali.

Le singole aziende devono mantenere la propria identità, ma allo stesso tempo lavorare insieme per valorizzare l’intero territorio e l’intera filiera. Quando ci si presenta sui mercati globali con una strategia condivisa, la forza competitiva cresce enormemente.

Possiamo dire che la chiave del futuro è la formazione?

Assolutamente sì. La formazione è la vera chiave del futuro.

Spesso si pensa che l’imprenditorialità si erediti, ma oggi non basta più. Anche chi cresce in un’azienda di famiglia ha bisogno di competenze, conoscenze linguistiche, capacità digitali e una visione internazionale. La formazione permette di costruire un bagaglio professionale molto più ricco e competitivo.

Credo molto anche nella riqualificazione continua di lavoratori, artigiani e professionisti più esperti. Le competenze devono essere costantemente aggiornate perché il mondo evolve rapidamente. I nostri artigiani sono già molto preparati, ma attraverso la formazione continua possono diventare ancora più competitivi e affrontare con successo le sfide del futuro.

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