Gemmologia
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La gemmologia tra innovazione, cultura e nuove sfide del lusso

Dal riconoscimento delle pietre preziose alla formazione delle nuove generazioni di professionisti, la gemmologia sta vivendo una fase di grande evoluzione. Tra nuove tecnologie, crescente attenzione alla trasparenza ed un mercato internazionale sempre più sofisticato, il ruolo dei laboratori e degli istituti di certificazione diventa centrale per tutto il comparto del gioiello. Ne abbiamo discusso con Francesco Sequino, docente dell’IGI – International Gemological Institute

L’IGI rappresenta uno dei principali punti di riferimento internazionali nel settore. Quali sono i valori che guidano il vostro lavoro?

Il nostro ruolo non è semplicemente fare business, ma essere arbitri del mercato. Questo significa lavorare con standard qualitativi altissimi, rigore scientifico e assoluta imparzialità.

Vogliamo offrire a operatori e consumatori la certezza di ciò che stanno acquistando o vendendo, investendo continuamente in ricerca, formazione e tecnologie avanzate. Allo stesso tempo lavoriamo per proteggere il comparto da frodi, approssimazioni e pratiche scorrette.

Come si è evoluto negli ultimi anni il ruolo della gemmologia all’interno del settore orafo e gioielliero?

La vera evoluzione riguarda soprattutto l’oggetto della certificazione. Vent’anni fa la quasi totalità dei report era concentrata sui diamanti e sulle celebri 4C: caratura, colore, purezza e taglio.

La gemmologia non è più soltanto uno strumento per stimare il valore dei diamanti commerciali, ma è diventata uno strumento essenziale per tutelare la trasparenza del mercato e la fiducia del consumatore finale.

Il consumatore finale è diventato più consapevole e preparato rispetto al passato?

Oggi il consumatore è molto più informato e preparato rispetto a qualche anno fa. Grazie all’accesso immediato alle informazioni, arriva spesso all’acquisto con competenze tecniche molto approfondite.

Non è raro vedere clienti che pongono domande estremamente precise e, in alcuni casi, più competenti del personale di vendita.

In questo contesto il report gemmologico ha cambiato completamente il modo di vendere il gioiello. Il certificato fornisce informazioni oggettive, trasparenza e garanzie di autenticità e qualità, trasformando l’acquisto in un’esperienza molto più consapevole e sicura.

Quali sono oggi le principali sfide per un laboratorio gemmologico internazionale?

La prima sfida è tecnica e scientifica. Oggi i laboratori devono investire continuamente in nuove strumentazioni e nella formazione del personale, perché i materiali sintetici e i trattamenti evolvono molto rapidamente. Riconoscere manipolazioni sempre più sofisticate e distinguere una gemma naturale da una creata in laboratorio richiede tecnologie avanzate e competenze altamente specializzate.

La seconda sfida riguarda invece la disinformazione e il marketing ingannevole. Sempre più spesso arrivano sul mercato nomenclature improprie, definizioni costruite per rendere commercialmente più appetibili materiali di scarso valore, oppure certificazioni e valutazioni eccessivamente “benevole”, lontane dalla realtà scientifica. Oggi il laboratorio gemmologico non deve soltanto fare analisi, ma anche difendere il mercato dalla mistificazione commerciale e linguistica.

Il tema dei diamanti sintetici continua a trasformare il mercato. Come sta cambiando il lavoro dei gemmologi?

Le aziende che producono materiali lab-grown investono enormi risorse nella ricerca, con l’obiettivo di creare prodotti sempre più sofisticati e difficili da identificare.

Oggi non esiste uno strumento singolo capace di garantire una risposta certa al 100%. La diagnosi corretta nasce sempre da un approccio multidisciplinare.

Le gemme vengono sottoposte a diversi test e analisi attraverso tecnologie differenti, ma il fattore decisivo resta sempre l’esperienza del gemmologo, che deve interpretare e incrociare correttamente tutti i dati raccolti per arrivare a una diagnosi definitiva e affidabile.

IGI ha recentemente aperto una sede al Tarì. Che tipo di opportunità rappresenta questo polo per l’istituto?

Per una realtà internazionale come IGI era fondamentale individuare una sede capace di rispondere a criteri molto precisi: sicurezza, logistica efficiente, servizi integrati e autorevolezza del contesto.

Il Tarì ha dimostrato di possedere tutte queste caratteristiche ed inoltre rappresenta un palcoscenico coerente con l’eccellenza del comparto orafo italiano e con il posizionamento internazionale di IGI.

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