Diamanti rosa e blu da milioni di dollari, smeraldi, zaffiri non trattati e creazioni firmate dalle grandi maison. Sotheby’s prepara una nuova asta di alta gioielleria a Ginevra, in programma l’11 novembre 2026 al Mandarin Oriental, con un catalogo di circa 650 lotti che riunisce gemme eccezionali e gioielli storici di oltre un secolo di manifattura.
Tra i pezzi più importanti figurano un diamante Fancy Intense Pink da 8,63 carati, stimato tra 4 e 6 milioni di dollari, e un anello firmato Graff con diamante Fancy Deep Blue taglio a goccia da 2,88 carati, valutato tra 2 e 3 milioni. Nella stessa fascia si colloca un diamante rosa taglio cuscino da 8,11 carati, non incastonato, con una stima di 2-3 milioni di dollari. Un diamante giallo Fancy Vivid da 18,03 carati, anch’esso sciolto, è invece stimato tra 1 e 2 milioni.
L’asta dedica ampio spazio anche alle gemme di colore. Tra i lotti di maggiore interesse c’è un anello con rubino birmano pigeon blood da 5,027 carati, stimato tra 1 e 1,5 milioni di dollari. Per gli zaffiri spicca una creazione di Harry Winston con una pietra di Ceylon non trattata da 69,44 carati, valutata tra 700.000 e 900.000 dollari. Un altro anello, con zaffiro blu reale da 28,46 carati proveniente dallo Sri Lanka e privo di trattamento termico, presenta una stima compresa tra 315.000 e 510.000 dollari.
Tra i gioielli firmati emerge una collana Bulgari del 1970, composta da una pettorina tempestata di diamanti e da una frangia di 35 zaffiri birmani taglio a goccia. Recentemente esposta alla mostra Bvlgari Kaleidos: Colors, Cultures and Crafts a Tokyo, la creazione è stimata tra 155.000 e 240.000 dollari. Tra le gemme non incastonate figura inoltre uno spinello della Tanzania da 51,79 carati, con una valutazione di 425.000-610.000 dollari.
L’archivio delle grandi maison è rappresentato da Boucheron, Cartier e Van Cleef & Arpels, accanto a nomi contemporanei come Bhagat, JAR, Verdura e Daniel Brush. Di particolare rilievo è una spilla di Boucheron realizzata intorno al 1883, con zaffiri, smeraldi e diamanti, caratterizzata da una piuma di pavone removibile. Il gioiello è appartenuto a due celebri collezioniste, Helena Rubinstein e Jayne Wrightsman, e ha una stima di 400.000-800.000 dollari.



Sempre di Boucheron è una tiara con diamanti datata intorno al 1900, progettata per essere smontata e indossata anche come collana, stimata tra 42.000 e 60.000 dollari. Il catalogo comprende inoltre un trio di gioielli Cartier nello stile Tutti Frutti, con tanzanite, pietra di luna, acquamarina, onice e diamanti, e un bracciale di Van Cleef & Arpels degli anni Venti, ispirato all’arte egizia e decorato con zaffiri, rubini, smeraldi, onice e diamanti, valutato tra 265.000 e 335.000 dollari.
Completano la selezione una spilla a forma di garofano firmata JAR, stimata 60.000-120.000 dollari, una spilla a forma di bandiera di Verdura, originariamente concepita per Daisy Fellowes, e una spilla a forma di carlino realizzata in bachelite da Daniel Brush.
La vendita ginevrina mette così a confronto la rarità gemmologica e la storia del design, proponendo un catalogo in cui diamanti eccezionali, pietre naturali e creazioni d’archivio raccontano differenti interpretazioni dell’alta gioielleria, dal XIX secolo alle espressioni più contemporanee.










