Quasi 140 anni di storia orologiera raccontati attraverso segnatempo, documenti d’archivio e strumenti di lavorazione. Eberhard & Co. ha aperto le porte del proprio museo di La Chaux-de-Fonds in occasione della dodicesima edizione della Watchmaking Heritage Biennial, svoltasi il 30 e 31 ottobre 2026. L’iniziativa è stata anche l’occasione per presentare due nuove acquisizioni storiche, entrambe risalenti al 1969, che entrano a far parte della collezione permanente della Maison.
Il museo si trova all’interno della Maison de l’Aigle, edificio storico commissionato dal fondatore Georges-Lucien Eberhard all’inizio del Novecento e oggi sede della manifattura. Inaugurato nel 2019 e generalmente visitabile su appuntamento, conserva una raccolta che attraversa diverse epoche dell’orologeria, dai primi orologi da tasca di fine Ottocento ai cronografi da polso, fino alle creazioni contemporanee. L’esposizione comprende anche documenti originali, utensili e componenti che testimoniano l’evoluzione tecnica ed estetica del marchio.
Tra le nuove acquisizioni spicca il Contograf ref. 31504, cronografo meccanico a carica manuale che rappresenta la vocazione tecnica e sportiva di Eberhard & Co. La cassa in acciaio da 43 mm ospita un quadrante nero con configurazione reverse panda, caratterizzato da due contatori bianchi e dall’indicazione della data a ore 6. Le scale tachimetrica e telemetrica, stampate sulla superficie interna del vetro Plexiglas, ne rafforzano l’impostazione funzionale. Le proporzioni generose e i contrasti grafici anticipano inoltre alcuni dei codici estetici che avrebbero caratterizzato gli anni Settanta.


Di natura completamente diversa è la seconda acquisizione: un orologio-gioiello a forma di spilla, nel quale la meccanica incontra la decorazione preziosa. Il motivo centrale riproduce un albero, con rami e dettagli ornamentali realizzati attraverso smalti e pietre preziose. All’interno della composizione è integrata una piccola cassa da 16,5 mm in oro rosa 18 carati, animata da un movimento meccanico a carica manuale. Il segnatempo diventa così parte di un oggetto decorativo, come un frutto prezioso inserito tra i rami.
La scelta di due creazioni tanto differenti, appartenenti allo stesso anno, assume anche un significato storico. Nel 1969, infatti, la guida di Eberhard & Co. passò dalla famiglia fondatrice alla famiglia Monti, segnando una nuova fase nella storia dell’azienda. Erano inoltre gli anni in cui l’orologeria svizzera si preparava ad affrontare le trasformazioni profonde introdotte dalla rivoluzione del quarzo.
La partecipazione alla Biennial conferma l’impegno della Maison nella conservazione del patrimonio orologiero svizzero, profondamente legato al territorio di La Chaux-de-Fonds e Le Locle, riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio mondiale dal 2009 per il suo paesaggio urbano e industriale legato all’orologeria.
Attraverso queste due acquisizioni, Eberhard & Co. restituisce un’immagine articolata della propria identità, nella quale precisione meccanica, ricerca estetica e tradizione artigianale convivono. Un patrimonio che va oltre la funzione di misurare il tempo e racconta l’evoluzione di una cultura manifatturiera.









