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CIBJO 2026: metalli preziosi ai massimi storici, il gioiello cambia strategie tra oro, platino e argento

A poco più di un mese dall’apertura del Congresso CIBJO 2026, in programma durante Vicenzaoro il 4 settembre 2026, la Commissione CIBJO per i Metalli Preziosi, presieduta da Vaishali Banerjee, ha pubblicato il terzo Rapporto Speciale dedicato all’andamento del settore. Il documento analizza il mercato dei metalli preziosi nel 2025, definito un “anno storico” per il comparto, caratterizzato da quotazioni record e da profondi cambiamenti nelle dinamiche di acquisto.

Dopo un biennio dominato dalla crescita dell’oro, nel 2025 anche argento, platino e palladio hanno registrato forti rialzi, raggiungendo livelli mai toccati in precedenza. Un andamento che ha avuto conseguenze dirette sulla gioielleria: l’aumento dei prezzi ha ridotto i volumi acquistati, ma non ha indebolito il valore complessivo del mercato.


«Sebbene l’aumento dei prezzi abbia inciso negativamente sui volumi, il valore degli acquisti di gioielli è cresciuto in modo significativo, a testimonianza di una domanda dei consumatori rimasta solida», ha spiegato Vaishali Banerjee nel rapporto. «Un’altra tendenza emersa è stata la sostituzione tra metalli preziosi nei diversi segmenti del mercato. Nella fascia alta si è osservato un parziale spostamento dall’oro verso il platino, mentre nella fascia più accessibile hanno guadagnato terreno i gioielli in argento placcato oro, soprattutto in mercati come India e Cina. Ciò dimostra che la domanda di gioielli continua a essere resiliente, anche se le abitudini di acquisto dei consumatori stanno cambiando.»


L’oro resta protagonista, ma i costi frenano la domanda

L’aumento record del prezzo dell’oro ha avuto un impatto significativo sulle strategie dei produttori. La domanda da parte dell’industria gioielliera è diminuita in termini di volume in tutti i principali mercati.

In Europa il consumo di oro per la gioielleria si è ridotto dell’11%, attestandosi a 6,6 milioni di once, anche a causa della pressione sui margini legata alla possibile introduzione negli Stati Uniti di un dazio del 10%. Anche la domanda dei consumatori ha subito un rallentamento: il consumo di gioielli è diminuito del 9,3%, mentre negli Stati Uniti ha raggiunto il livello più basso mai registrato, con un calo del 13% rispetto all’anno precedente e un volume di 3,7 milioni di once, il dato più basso dal 2014.

Secondo il rapporto CIBJO, la combinazione tra prezzi elevati dell’oro e aumento del costo della vita ha spinto molti consumatori a rivedere le proprie scelte, favorendo alternative più accessibili.

Il platino conquista spazio nell’alta gioielleria

Tra i metalli preziosi, il platino ha mostrato una performance particolarmente positiva. Nel corso del 2025 il prezzo è passato da 977 dollari l’oncia a gennaio a 2.303 dollari l’oncia a dicembre, con una crescita del 135%.

Nonostante il forte incremento, il platino ha mantenuto un vantaggio competitivo rispetto all’oro, favorendo un aumento della domanda da parte dei produttori di gioielli, cresciuta di circa il 10% fino a raggiungere 2,214 milioni di once, il livello più alto degli ultimi otto anni.

Il dato conferma un progressivo interesse verso questo metallo, soprattutto nei segmenti più elevati del mercato, dove il platino continua a essere associato a esclusività, durata e valore.

Argento record, ma la domanda rallenta

Anche l’argento ha vissuto un anno eccezionale. Il prezzo spot è passato dai 29 dollari l’oncia di gennaio ai 74,8 dollari l’oncia di dicembre, registrando un incremento annuale del 145%.

Tuttavia, l’aumento delle quotazioni ha avuto un effetto negativo sui consumi industriali della gioielleria: la domanda da parte dei produttori è diminuita dell’8%, fermandosi a 189 milioni di once. A incidere sono stati sia il costo elevato della materia prima sia le difficoltà legate al commercio internazionale e ai dazi statunitensi.

Nel 2026 crescono attenzione a tracciabilità e sostenibilità

Guardando ai prossimi mesi, Banerjee evidenzia un quadro ancora caratterizzato da forte incertezza. «Nel 2026 la crisi nell’Asia occidentale, gli elevati costi dell’energia e gli effetti indiretti dei dazi dovrebbero continuare a mantenere elevata la volatilità dei mercati e a rendere prudenti i consumatori», ha dichiarato.

Nonostante le difficoltà, i metalli preziosi continueranno a mantenere un ruolo centrale grazie alla loro funzione di beni rifugio e strumenti di diversificazione degli investimenti. Parallelamente, il settore dovrà confrontarsi con una crescente richiesta di trasparenza, tracciabilità delle filiere e criteri ESG.

Per la gioielleria internazionale, il futuro sarà quindi legato non solo alla capacità di gestire la volatilità dei prezzi, ma anche alla costruzione di filiere responsabili e riconoscibili, sempre più determinanti per conquistare la fiducia dei consumatori.

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