La filiera del diamante naturale prova a rafforzare il proprio rapporto con la Cina attraverso la Beijing Declaration on Natural Diamonds and Sustainable Development, accordo firmato il 15 settembre 2026 a Pechino da De Beers Group, Shanghai Diamond Exchange, governi di Botswana, Namibia e Sudafrica e rappresentanti dell’industria cinese e internazionale. L’obiettivo è costruire una cooperazione di lungo periodo attorno a sviluppo sostenibile, informazione e crescita della domanda.
Alla firma hanno partecipato, tra gli altri, Al Cook, CEO di De Beers, Amber Pepper, CEO del Natural Diamond Council, ed Emma Wade-Smith, rappresentante del World Diamond Council. Presenti anche alcuni dei principali retailer cinesi della gioielleria, tra cui Chow Tai Fook, Lao Feng Xiang, Chow Sang Sang, Lukfook Jewellery, CHJ Jewellery, Chow Tai Seng, Sino Gem e Kimberlite.
La dichiarazione parte dal riconoscimento della natura globale della filiera e del legame tra i Paesi produttori e il consumatore cinese. Tra gli obiettivi indicati figurano una maggiore informazione sul contributo economico e sociale dell’industria diamantifera nei Paesi di estrazione, programmi educativi rivolti ai consumatori e iniziative a sostegno della formazione professionale e della diversificazione economica.
Il progetto prevede inoltre una maggiore condivisione dei dati di mercato e un rafforzamento della collaborazione lungo tutta la catena del valore. Per Al Cook, la Cina resta un mercato strategico per il diamante naturale, nonostante il rallentamento della domanda legato anche alla diminuzione dei matrimoni. Secondo il CEO di De Beers, una collaborazione più stretta tra Cina e Paesi africani produttori può contribuire a sostenere occupazione, entrate fiscali e tutela della biodiversità.
A rendere ancora più significativo il progetto è la prospettiva del prossimo Forum on China-Africa Cooperation (FOCAC), previsto nel 2027 nella Repubblica del Congo. Secondo De Beers, il lavoro della Beijing Declaration proseguirà proprio in vista di quell’appuntamento, con l’obiettivo di rafforzare i rapporti commerciali e creare nuove occasioni di crescita per il diamante naturale.
Per i Paesi produttori, il tema non riguarda però soltanto il commercio. Il rappresentante del Botswana Lekoko S. Kenosi ha sottolineato il ruolo del diamante come risorsa per lo sviluppo nazionale, chiedendo che anche ai consumatori venga resa visibile la storia economica e sociale legata all’origine delle pietre. Sul fronte cinese, Lin Qiang, presidente della Shanghai Diamond Exchange, ha definito l’organizzazione una piattaforma destinata a collegare la Cina con i principali Paesi africani produttori.
La Beijing Declaration segna così un tentativo di costruire un nuovo racconto intorno al diamante naturale: non soltanto una pietra preziosa, ma un prodotto inserito in una filiera internazionale nella quale origine, sviluppo economico, sostenibilità e relazione con il consumatore diventano parte integrante del suo valore.








