Inprimopiano
3 min di lettura

IEG celebra dieci anni: il valore della produzione raggiunge 266,4 milioni di euro

Italian Exhibition Group (IEG) festeggia dieci anni dalla fusione tra le fiere di Rimini e Vicenza, un’operazione che ha dato vita alla prima integrazione tra società fieristiche realizzata in Italia e che ha progressivamente trasformato il gruppo in uno dei principali organizzatori di eventi a livello internazionale. Il traguardo arriva il 1° novembre 2026, con risultati che fotografano una crescita significativa: dai 119 milioni di euro di fatturato registrati nel 2016 si è passati a un valore della produzione di 266,4 milioni nel 2025, mentre il numero dei collaboratori è cresciuto da 270 a oltre 800, distribuiti nelle diverse sedi internazionali.

L’integrazione, fortemente voluta dagli allora presidenti Lorenzo Cagnoni, alla guida della Fiera di Rimini, e Matteo Marzotto, presidente della Fiera di Vicenza, ha riunito sotto un’unica organizzazione due poli espositivi con identità e specializzazioni differenti. Cagnoni assunse la presidenza della nuova società, mentre Marzotto ne diventò vicepresidente. Tra gli appuntamenti di riferimento confluirono così manifestazioni come Sigep e Vicenzaoro, due brand rappresentativi di altrettanti comparti strategici per l’economia italiana.

Un percorso che ha portato IEG anche sui mercati finanziari. Il 19 giugno 2019 la società è stata quotata a Borsa Italiana, con un prezzo di collocamento di 3,69 euro per azione. Secondo quanto comunicato dal gruppo, da allora il valore del titolo è quadruplicato. Parallelamente è cresciuta la presenza internazionale, con joint venture, acquisizioni e collaborazioni in diversi mercati, dagli Stati Uniti agli Emirati Arabi Uniti, dalla Cina al Brasile, fino all’Arabia Saudita e a Singapore. Oggi IEG si colloca stabilmente tra i primi 20 organizzatori fieristici al mondo.

«Questi dieci anni ci consegnano un grande player fieristico internazionale che da soli non avremmo potuto essere; un organizzatore di eventi che compete con i top player globali; una nuova, solida casa per l’oro e il gioiello, a Vicenza, che garantirà il futuro di quella community», ha dichiarato Maurizio Ermeti, presidente di IEG, ricordando anche gli investimenti infrastrutturali previsti nelle due sedi storiche. A Vicenza è in programma una nuova struttura dedicata al comparto orafo, mentre a Rimini è previsto un importante ampliamento del quartiere fieristico.

Per l’amministratore delegato Corrado Peraboni, il decennio ha dimostrato la validità di un modello organizzativo articolato su più sedi: «IEG ha dimostrato che un modello multi-sede può crescere, innovare e competere a livello globale senza perdere radicamento territoriale».

Le prospettive di sviluppo sono delineate dal Piano industriale 2025-2030, che prevede ricavi consolidati compresi tra 360 e 365 milioni di euro alla fine del periodo. Un obiettivo che accompagna il consolidamento del gruppo e il rafforzamento delle infrastrutture fieristiche, considerate fondamentali per sostenere la crescita delle manifestazioni e delle filiere rappresentate.

Per celebrare il decennale, nel prossimo dicembre IEG pubblicherà inoltre un volume dedicato alla propria evoluzione dal 2016 al 2026, disponibile anche in formato digitale gratuito. Dieci anni dopo la fusione, il gruppo guarda così a una nuova fase di sviluppo, mantenendo al centro il rapporto tra dimensione internazionale e valorizzazione dei territori, con Vicenza e il suo comparto orafo-gioielliero tra i protagonisti del progetto industriale.

L'autore

Torna in alto