Sostenibilità
4 min di lettura

Bellezza che si indossa, valore che si tramanda

Insieme a “Intelligenza artificiale” è la parola chiave di questa epoca, tanto che in Italia le ricerche sul web superano i 6 milioni al mese. Certamente non tutti hanno familiarità con i criteri ESG, ma tutti comprendono il senso della definizione storicamente più diffusa di sostenibilità: Soddisfare i bisogni della generazione presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri. [1]

Nella percezione più diffusa domina sicuramente la dimensione ambientale: i costi energetici, i cambiamenti climatici con i conseguenti disastri ambientali sono esperienze che toccano da vicino la quotidianità e rendono familiare l’argomento, spesso con il rischio di una forte banalizzazione.

La sostenibilità è da tempo un tema centrale anche nelle scelte dei consumatori, specialmente quelli più giovani, tanto da richiedere frequenti interventi a tutela dei valori oggettivi e misurabili che la identificano, a contrasto di quanti si limitano in modo generico a trasformarla in pratiche aziendali genericamente “green”.

Al contrario, i pilastri della sostenibilità, ambientali ma anche economici e sociali, sono molto più complessi. Tanto che le aziende vivono sempre più la sostenibilità come un tema centrale nella visione strategica dell’impresa, a cominciare dalla organizzazione

E nella gioielleria? La sostenibilità diventa un modello etico che coinvolge l’intero processo produttivo e il ciclo di vita del gioiello. Anche nel mondo orafo l’approccio sostenibile – certificato da anni da Responsible Jewellery Council[2] – si identifica con il modo in cui l’azienda decide di governare responsabilmente il proprio impatto sull’ambiente, sulla società e sull’economia.

Aderire a standard internazionali di certificazione significa oggi offrire al mercato la certezza di un prodotto che sia realizzato con materie prime tracciate, da lavoratori formati e retribuiti in modo coerente con le norme vigenti, inseriti in una organizzazione solida, inclusiva e credibile. Un prodotto che rappresenti valori condivisi, pienamente trasparente nella corrispondenza tra la promessa e la realtà. Quello che gli esperti definiscono value for money.

Ma perché è tanto importante la certificazione? Perché alla base del processo di acquisto vive il patto di fiducia del consumatore con l’azienda. Una fiducia che non va tradita e che, al contrario, si nutre di una comunicazione trasparente e chiara. Non tutti i consumatori hanno attualmente queste priorità, ma sicuramente questa è la direzione nella quale si muove il mercato, verso la quale dovremo muoverci tutti.

Non solo. La sostenibilità è un utilissimo e irreversibile processo di cambiamento aziendale. È la lente attraverso la quale si mette a fuoco il molto che in azienda c’è e quello che manca, si impara a misurare i risultati, e a realizzare strategie credibili.

È un percorso sicuramente complesso, ma nello stesso tempo estremamente stimolante. Esige coerenza e perseveranza perché, come ben sintetizza il presidente del Centro orafo il Tarì Vincenzo Giannotti nella lettera agli stakeholders del Bilancio di sostenibilità 2025: “La sostenibilità è un preciso modo di essere dell’impresa. È la scelta consapevole di considerare in modo nuovo ogni aspetto della vita aziendale: produzione, servizi, persone, acquisti, territorio, consumi, investimenti. È l’impronta che si decide di lasciare nell’ambiente e nella società. Non solo, ma è anche un gioco di squadra. Non c’è decisione che possa restare appannaggio di singoli, o di parti isolate dell’azienda. Dico di più: non esiste valore nella sostenibilità se questa non è vissuto da ogni singola persona, in ogni singola scelta aziendale”.

Del resto, non vi è un prodotto più sostenibile di un gioiello, nato per celebrare la bellezza, per cullare i sentimenti, con un claim che non invecchia mai, un per sempre che è destinato a durare più a lungo di moltissimi amori.  Molte case reali e vecchie signore ci hanno insegnato che un gioiello può avere molte vite, spesso anche diverse trasformazioni, e che non perde mai il suo intrinseco valore, specialmente oggi.

Un gioiello è bellezza che si indossa e valore che si tramanda.

E se dentro questo valore c’è amore e rispetto per il pianeta e per la società, lo è ancora di più.


[1] dal Rapporto Brundtland “Our Common Future”, pubblicato nel 1987 dalla Commissione Mondiale sull’Ambiente e lo Sviluppo delle Nazioni Unite.

[2] L’Ente internazionale specializzato nelle certificazioni di sostenibilità per il mondo orafo.

L'autore

Torna in alto