Nel 2025 solo il 15% delle imprese italiane risulta assicurato contro i rischi catastrofali. Nonostante l’obbligo introdotto dalla legge di Bilancio 2024 e il crescente aumento degli eventi climatici estremi, secondo le più recenti stime dell’ANIA la diffusione delle polizze dedicate rimane ancora limitata. L’obbligo assicurativo è stato previsto con l’obiettivo di rafforzare la resilienza del sistema produttivo nazionale di fronte a eventi quali alluvioni, esondazioni, inondazioni, terremoti e frane, fenomeni che negli ultimi anni hanno interessato con sempre maggiore frequenza il territorio italiano. Oltre a rappresentare uno strumento fondamentale per la tutela del patrimonio aziendale e la continuità dell’attività d’impresa, la copertura assicurativa assume oggi un’ulteriore rilevanza sotto il profilo dell’accesso alle misure pubbliche di sostegno. La normativa dispone infatti che il mancato adempimento dell’obbligo assicurativo costituisca un elemento di cui le amministrazioni pubbliche devono tenere conto nell’assegnazione di contributi, sovvenzioni o agevolazioni finanziarie a valere su risorse pubbliche, comprese quelle eventualmente previste a seguito di eventi calamitosi. Si tratta di un aspetto che le imprese non dovrebbero trascurare: la presenza di un’adeguata copertura non rappresenta soltanto una forma di gestione del rischio, ma può incidere anche sulla possibilità di beneficiare delle misure pubbliche di sostegno destinate alla ripresa delle attività dopo una calamità naturale. Il quadro nazionale evidenzia inoltre una diffusione ancora disomogenea delle polizze, con una maggiore incidenza nel Nord e nel Centro Italia e livelli inferiori alla media in diverse regioni del Mezzogiorno. Un dato che conferma la necessità di promuovere una maggiore consapevolezza tra le imprese sull’importanza di adempiere all’obbligo assicurativo e di dotarsi di strumenti adeguati ad affrontare i rischi derivanti dagli eventi naturali.








