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Tarì Design School, una storia che attraversa le generazioni

Quattro presidenti, quattro epoche, un unico progetto: il racconto di oltre trent’anni di formazione orafa

Ci sono progetti che nascono per rispondere a un bisogno ed altri che nascono per anticiparlo. Tarì Design School appartiene alla seconda visione. I soci fondatori del Tarì hanno eretto questo totem della formazione alternandosi alla sua guida nel corso degli anni. Francesco Di Gennaro è statoIl primo presidente di Tarì Design School; Giuseppe Casillo è il presidente attuale, chiamato a guidare la scuola in uno scenario profondamente cambiato. Tra i due si inseriscono i contributi essenziali di Ettore Pane e di Vincenzo Giannotti, che hanno guidato la scuola in una fase di consolidamento, accompagnandola in un passaggio decisivo di crescita e di rafforzamento del legame con il sistema Tarì.
“Ricordo che nel momento in cui l’amico “Pucci” mi ha lasciato il timone della scuola – racconta Giannotti – ho avuto l’opportunità di approfondire ed appassionarmi a questa realtà sempre in divenire tra innovazioni, investimenti tecnologi ed organizzativi. Per me è stata una sfida, un periodo stupendo che custodisco nel profondo del mio cuore.”.
Quando prese forma alla fine degli anni ’80, il Centro Orafo Il Tarì non esisteva ancora, eppure l’idea era già chiara: senza formazione non poteva esistere futuro per il settore.

Una scuola nata prima del Tarì

“Ci rendemmo subito conto dell’importanza di dare vita a una scuola che garantisse una preparazione adeguata ai nostri collaboratori – ricorda Di Gennaro – e che permettesse di affrontare il cambio generazionale. I primi corsi partirono nel 1989 in una sede provvisoria a Napoli. Solo nel 1996 la scuola entrò stabilmente nel Tarì, diventandone parte integrante. 
“Ancor prima di mettere la prima pietra del Tarì – prosegue Casillo – a Napoli pensammo di far partire il progetto della scuola. Ci fu grande visione da parte di tutti a puntare sulla formazione in un momento storico in cui non se ne parlava affatto”.

Il mestiere che cambia, senza perdere sé stesso

In questi trentacinque anni il mondo orafo è cambiato profondamente e con esso anche il modo di formare. All’inizio si imparavano mestieri ben definiti: disegnatore, incastonatore, orafo. Oggi quei confini sono più sfumati.

“L’artigianalità è sempre più accompagnata dall’innovazione – osserva Di Gennaro.  È necessario restare al passo con le nuove tecniche, senza perdere la qualità e l’estetica della tradizione”. 
Casillo spinge il ragionamento ancora più avanti: “La tecnologia evolve continuamente e noi dobbiamo essere pronti. Anche l’intelligenza artificiale può aiutare nella progettazione, ma il nostro resta un lavoro manuale perché l’artigianalità non può essere sostituita”.

Dalla formazione al lavoro

Un altro elemento che non è cambiato è il legame diretto con il mondo del lavoro.  «Abbiamo sempre avuto un altissimo tasso di occupazione – racconta Di Gennaro -anche grazie alla collaborazione con realtà importanti come Bulgari”.

Oggi questo rapporto è ancora più strutturato: “Il placement dei nostri ragazzi è intorno al 90% – spiega Casillo. Abbiamo partner di altissimo livello che continuano ad attingere dalla scuola. Stiamo lavorando molto sull’autoimprenditorialità perché vogliamo formare ragazzi che non dipendano solo dalle aziende, ma che possano costruire un proprio percorso”.

Quello che resta, quello che evolve

Se si guarda indietro, la soddisfazione più grande per chi ha visto nascere la scuola è la continuità. “Il tempo non ha modificato l’interesse dei giovani per questo settore – sottolinea Di Gennaro. I corsi continuano ad avere un trend positivo”.

E guardando avanti, il percorso sembra tutt’altro che concluso: la scuola cambia, si espande, evolve, ma resta fedele alla sua funzione: formare persone, prima ancora che professionisti.

Una storia ancora aperta

In conclusione, Tarì Design School non è solo un luogo di formazione. È un passaggio di testimone continuo tra chi ha immaginato un futuro quando ancora non esisteva, chi lo ha consolidato e chi oggi lo sta ridisegnando. Forse è proprio qui il senso più profondo di questi trentacinque anni: non aver mai smesso di evolvere, restando fedeli a ciò che conta davvero. Un lungo lasso di tempo per un legame che non si interrompe dato che Di Gennaro e Giannotti sono attualmente consiglieri della scuola e dunque parte integrante del futuro di “Tarì Design School.

“La scuola è il punto in cui il settore si rinnova. Senza formazione – conclude il Presidente del Tarì Giannotti – non c’è ricambio e senza ricambio non c’è futuro”.

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