De Beers riduce significativamente i prezzi ufficiali dei diamanti grezzi, in una delle revisioni più profonde degli ultimi anni. La decisione arriva in una fase di forte pressione sul mercato e coincide con il ridimensionamento della rete dei sightholder, i clienti selezionati della società, passati da circa 70 a una platea compresa tra 45 e 50 operatori.
Il nuovo listino porta le quotazioni più vicino ai valori effettivamente registrati sul mercato secondario. In precedenza, secondo gli operatori del settore, i prezzi di De Beers potevano risultare dal 5% al 50% superiori rispetto a quelli praticati sul mercato, a seconda delle categorie di diamanti.
La revisione riflette le difficoltà attraversate dalla domanda di diamanti naturali, influenzata dalla debolezza di alcuni mercati, dall’incertezza economica e dalla crescente concorrenza dei diamanti lab-grown, soprattutto nelle fasce di prezzo più basse. La stessa De Beers ha confermato condizioni di mercato ancora complesse nel primo semestre del 2026. Il prezzo medio realizzato è infatti diminuito del 32%, a 105 dollari per carato, mentre nel secondo trimestre i ricavi dalla vendita di diamanti grezzi si sono fermati a 665 milioni di dollari, contro gli 1,2 miliardi dello stesso periodo del 2025.
Il taglio dei prezzi si inserisce in una più ampia riorganizzazione del gruppo, che sta intervenendo sui costi e sul portafoglio di attività per rafforzare la competitività nel lungo periodo. De Beers ha già annunciato oltre 100 milioni di dollari di risparmi annuali sui costi generali e ulteriori interventi sulle proprie attività minerarie e commerciali.
La nuova strategia segna così un ulteriore passaggio nell’evoluzione del mercato dei diamanti naturali, dove l’equilibrio tra offerta, domanda e prezzi appare sempre più lontano dai livelli raggiunti negli anni successivi alla pandemia.








